Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Carolina Pepoli Tattini, grande Pariota bolognese

La storia di Carolina Pepoli Tattini, una grande donna e grande Patriota bolognese che partecipò in prima persona all’8 agosto 1848 e non solo…

Carolina Pepoli Tattini
Carolina Pepoli Tattini

Una delle Grandi Donne della nostra città è senza dubbio stata Carolina Pepoli (nata il 2 agosto 1824) figlia del Conte Guido Taddeo Pepoli e di Letizia Murat (detta a “la Regina di Bologna”), e che sposò il Conte Tattini.

Era quindi cugina di Napoleone III. Dalla madre e dalle sue amicizie nel mondo liberale apprende la politica e diventa una fervente patriota. Sarà in contatto con D’Azeglio, Cavour e Minghetti.

Ritratto fotografico Carolina Pepoli Tattini

Ritratto fotografico Carolina Pepoli Tattini (©Museo del Risorgimento Bologna)

Carolina Pepoli Tattini e l’8 Agosto 1848

L’8 agosto 1848 la vide protagonista, così come tante altre donne. Nei giorni precedenti scriveva: «Amo meglio le fucilate e i cannoni che veder entrare i tedeschi».

E poi: «Già al primo momento si corse tutti all’armi, le campane suonarono a stormo… Per tutta la città si sono fatte le barricate: abbiamo lavorato tutta la notte ed ho fatto la mia parte anch’io. Bologna si farà onore e siamo decisi a non farli entrare».

Prosegue ancora: «Tutti sapevano che ero stata io la prima ad andare in istrada e a lavorare alle barricate e son subito venute in istrada tutte le altre».

Dapprima si precipitò armata sul luogo degli scontri per combattere, ma fu convinta da Francesco Rizzoli ad occuparsi invece dei feriti che venivano ricoverati a Palazzo Tanari in via Galliera: i Tanari erano fra i pochissimi nobili bolognesi che non erano fuggiti all’arrivo degli austriaci.

Quadro di Antonio Muzzi sui Combattimenti a Porta Galliera l’8 Agosto 1848

Antonio Muzzi – Combattimenti a Porta Galliera l’8 Agosto 1848 (© Museo del Risorgimento Bologna)

Caritatevole coi feriti ma determinata

Un episodio descrive il bel caratterino della signora: a palazzo Tanari venivano ricoverati e curati i feriti di ambedue le parti e anche un ufficiale austriaco ferito venne portato lì.

Carolina lo fece alloggiare con ogni comfort nella dépandance di casa sua. Ma quando l’ufficiale, guarito, le chiese udienza per ringraziarla si rifiutò di riceverlo mandandogli a dire che lo aveva curato come donna caritatevole e cristiana, ma che, come italiana, non poteva permettere ad un ufficiale nemico di entrare a casa sua.

Scrisse alla madre che non era a Bologna in quei giorni: «Io sto bene e sono contenta ora che abbiamo salvato l’onore. Non ho paura, anzi mai mi sono sentita così bene».

La cacciata degli Austriaci di Tullo Golfarelli - Scalinata del Pincio

La cacciata degli Austriaci di Tullo Golfarelli – Scalinata del Pincio (© Urban38 – Wikipedia)

La disillusione l’allontana dalla politica ma non dal sociale

La delusione prima per i voltafaccia di Pio IX poi per la caduta della Repubblica Romana la avvicinarono alla causa sabauda. Molto provata per i numerosi lutti familiari si allontanò dalla politica ma non lasciò mai l’impegno solidaristico e sociale.

Nel 1880, infatti, è tra le fautrici della costituzione di un’autonoma Società operaia femminile, attiva già dal 1875 come sezione all’interno della Società maschile. E nel 1884 la troviamo fra i fondatori e finanziatori della Società Cooperativa per il risanamento e la costruzione di case per gli operai.

Nel 1888, in occasione delle celebrazioni dell’ottavo centenario dell’Università degli Studi di Bologna, presiede il comitato di accoglienza delle 72 signore bolognesi che offrono in dono all’ateneo il Gonfalone ideato da Alfredo Tartarini e tuttora conservato presso il Rettorato in Palazzo Poggi. Morì a Bologna il 23 agosto 1892.

Gonfalone ottavo centenario Università di Bologna Alfredo Tartarini (© Beniculturali.it)

Gonfalone ottavo centenario Università di Bologna Alfredo Tartarini (© Beniculturali.it)

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *