Un fronte trasversale di scienziati, istituzioni locali e rappresentanze sindacali si sta muovendo per difendere l’assetto e la collocazione dell’ItaliaMeteo, dopo le novità introdotte dalla legge Finanziaria che hanno modificato governance e prospettive logistiche dell’ente. Cinquanta studiosi provenienti da diverse università e centri di ricerca italiani hanno firmato una lettera indirizzata alla Protezione civile, alla Presidenza del Consiglio, al ministro Nello Musumeci, alla ministra Anna Maria Bernini, al presidente della Conferenza Stato-Regioni e al commissario Fabio Ciciliano. La comunità scientifica chiede garanzie sulla continuità del progetto e sull’autonomia scientifica dell’agenzia, ritenuta essenziale per consolidare il ruolo dell’Italia nella ricerca climatica europea.

Italia Meteo (© Italia Meteo)
Le ragioni della preoccupazione scientifica
La revisione normativa ha trasferito la gestione dell’ente alla Protezione civile e ha eliminato dal suo statuto l’indicazione esplicita della sede a Bologna, elemento che ha generato timori su un possibile trasferimento altrove. Gli studiosi sottolineano che la nascita di un servizio meteorologico civile, non più militare, è stata «per lungo tempo auspicata dalla comunità scientifica» e avvertono che «i progressi sinora compiuti non siano vanificati».
Nel testo si insiste anche sulla necessità di mantenere criteri di indipendenza nella governance, proponendo la creazione di un comitato di esperti autonomo e procedure trasparenti per la scelta del direttore. Secondo i firmatari, l’esperienza dei principali centri europei dimostra che la sede fisica non è un dettaglio logistico ma una variabile strategica: «L’esperienza di altri centri meteo europei – scrivono – indica che la scelta della localizzazione ha un impatto sostanziale: mantenere l’Agenzia ItaliaMeteo in prossimità di poli con alte competenze in meteo-clima non può che avere impatti positivi sul suo sviluppo, sulla sua capacità di attrarre e mantenere eccellenze tra il suo personale, e di stabilire collaborazioni efficaci e produttive su temi chiave».
ItaliaMeteo – Anche i sindacati chiedono continuità
Alla mobilitazione scientifica si sono aggiunte le principali organizzazioni dei lavoratori: CGIL, CISL e UIL hanno diffuso una posizione congiunta nella quale sostengono che «La collocazione dell’Agenzia dev’essere all’interno del Tecnopolo Dama di Bologna». Un intervento che rafforza il fronte territoriale e amplia il dibattito oltre l’ambito accademico.
