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Il Pontelungo di Bologna riapre tra le polemiche: «Raggiungerci è difficilissimo»

Il ponte è stato riaperto negli scorsi giorni: riattivata la circolazione in entrambi i sensi di marcia, ma per il tram bisognerà attendere ancora

Il Pontelungo di Bologna
Il Pontelungo di Bologna (© Google Maps)

Qualche giorno fa è stata annunciata la riapertura del Pontelungo, con la circolazione delle auto che è stata riattivata in entrambi i sensi di marcia: si tratta di un’ottima notizia per la viabilità di Bologna, visto che finora i cittadini erano costretti a percorrere strade alternative. Nei prossimi giorni, poi, il ponte sarà aperto anche alla circolazione di pedoni, biciclette e mezzi pesanti, sia in direzione del centro che di Borgo Panigale. Per il tram (con le nuove linee rosso e oro) bisognerà invece attendere il 2027.

Bologna, Pontelungo riapre tra le polemiche dei commercianti: «Ci sono troppi cantieri, raggiungerci è un’odissea. Speriamo di essere ancora aperti quando arriverà il tram»

Le polemiche, però, non cessano. «Ho il timore che il cantiere rimarrà tra noi almeno fino al 2030, considerati i quattro anni che sono stati necessari per riaprire il Pontelungo. Nel frattempo, i nostri clienti si diradano, anche per chi ha una clientela fissa – commenta un commerciante del posto – Raggiungerci è oggettivamente un’odissea, anche se rimango convinto che l’arrivo del tram sia una grande opportunità».

Il problema, però, non solo gli infiniti cantieri, ma anche i limiti di velocità imposti ai conducenti. «I trenta? Molto spesso le macchine procedono a dieci chilometri all’ora. Strette tra la corsia del tram, i marciapiedi e il traffico a pedali, le auto procedono di fatto a passo d’uomo, sfilando davvero vicine ai negozi. Speriamo di essere ancora aperti nel 2027, quando arriverà il tram» raccontano altri negozianti della zona. «Qualcuno, come i motociclisti, riesce ancora ad arrivare. Per le auto è necessaria una vera e propria circumnavigazione. Stiamo cercando di sopravvivere, sappiamo che lavori di questa portata richiedono tempo» aggiunge qualcun altro.

È anche per questo motivo che il Comune ha previsto dei ristori per le attività danneggiate. Come denunciano altri negozianti, tuttavia, tali finanziamenti sono risultati spesso insufficienti. «I finanziamenti erano irrisori: 2.700 euro per rinnovare una vetrina che richiedeva un investimento di 15mila euro. Con il traffico ancora deviato verso via del Triumvirato il sindaco ha inaugurato il nulla» concludono.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Filippo Donati)

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