Negli ultimi cinque anni Bologna ha attraversato una metamorfosi profonda, ridefinendo identità, ritmi e priorità. A fotografare questa evoluzione è Gian Luca Galletti, presidente di Emil Banca ed ex ministro, che descrive un capoluogo sempre più dinamico ma alle prese con problemi inediti. «Bologna sta cambiando radicalmente, solo negli ultimi 5 anni abbiamo assistito a trasformazioni profonde che hanno davvero modificato la nostra città», afferma.
Il dibattito sullo stato di salute del territorio, rilanciato da Pierluigi Stefanini e Enrico Postacchini, ha messo a confronto visioni diverse. Galletti non si colloca tra i pessimisti e sottolinea come il capoluogo emiliano rappresenti un caso unico nel Centro-Nord per crescita demografica e attrattività economica, con flussi migratori positivi e un turismo in costante aumento.

Portico degli Alemanni (© Comune di Bologna)
Sviluppo economico e nuove criticità sociali
Secondo l’ex ministro, il rinnovamento urbano è stato un vantaggio ma ha generato questioni complesse. Il rischio di marginalizzazione di alcune fasce sociali, la pressione immobiliare e l’aumento del costo delle abitazioni sono segnali da non sottovalutare. Problemi che, se trascurati, potrebbero alimentare fenomeni di microcriminalità e tensioni sociali.
Per affrontare questa fase, Galletti invita a un’analisi lucida dell’identità contemporanea della città: «Ci dobbiamo chiedere cosa siamo diventati oggi, se non lo capiamo non riusciremo a trovare la ricetta giusta». L’aumento dei visitatori, ad esempio, rappresenta una risorsa ma anche una sfida organizzativa e culturale per una comunità non abituata a flussi così intensi. In quest’ottica il lavoro di Bologna Welcome viene indicato come un modello da rafforzare.
Senso civico e qualità urbana a Bologna
Tra i nodi più discussi emerge quello del decoro urbano. Alla domanda sullo stato di pulizia della città, Galletti distingue tra responsabilità gestionali e comportamenti individuali. Il servizio, spiega, può essere migliorato attraverso accordi e investimenti con Hera, ma senza collaborazione dei cittadini i risultati resteranno limitati.
«Stiamo un po’ perdendo quel senso civico che era uno dei tratti distintivi della nostra comunità», osserva, individuando proprio nel declino della responsabilità collettiva uno dei cambiamenti più preoccupanti del tessuto sociale bolognese.

Il Portico della Certosa (© Lorenzo Burlando / Comune di Bologna)
Sicurezza e cooperazione tra istituzioni
Sul tema sicurezza il presidente di Emil Banca invita a evitare contrapposizioni politiche e a privilegiare un approccio condiviso. «Sulla sicurezza ci deve essere un grande spirito di collaborazione, non solo tra governo e amministrazione, ma anche con privati e terzo settore». Come esempio cita l’intervento realizzato in piazza XX Settembre, considerato un modello di azione coordinata.
Bologna – Il nodo ricerca e il caso ItaliaMeteo
Tra le questioni più sensibili c’è anche il futuro di Agenzia ItaliaMeteo, il cui possibile trasferimento da Bologna a Roma preoccupa il dirigente. «ll trasferimento a Roma dell’Agenzia ItaliaMeteo. Sarebbe un errore spostarla dal Tecnopolo, vorrebbe dire depotenziarie un’eccellenza che da ministro ho contribuito a creare».
La sede bolognese, collocata nel Tecnopolo, era stata scelta per la vicinanza con il centro meteorologico europeo, così da favorire sinergie scientifiche e innovazione. «Stare insieme fa bene alla ricerca, la contiguità e le sinergie creano innovazione. Spero che quella di spostarla non sia una decisione definitiva».
