Per quattro giorni Bologna si prepara a vivere un viaggio attraverso la propria identità culturale e urbana. Dal 4 al 7 giugno torna infatti il Bologna Portici Festival, manifestazione gratuita che coinvolgerà l’intera città con oltre quaranta appuntamenti tra incontri, spettacoli, concerti, mostre, laboratori e percorsi guidati. Al centro dell’iniziativa ci saranno i 62 chilometri di portici riconosciuti patrimonio mondiale Unesco, trasformati per l’occasione in luoghi di incontro e partecipazione. L’edizione di quest’anno guarda al futuro della città, mettendo insieme memoria storica e nuove idee, con l’obiettivo di immaginare spazi urbani sempre più aperti e condivisi.
Quali saranno i protagonisti dell’edizione 2026?
Tra i nomi attesi figurano artisti, scrittori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. Sul palco arriveranno Luciano Ligabue, Vasco Brondi, Aldo Cazzullo, Serena Dandini, Chiara Valerio, Gad Lerner e Rula Jebreal, insieme a numerosi ospiti del panorama culturale italiano. Ampio spazio sarà dedicato anche al confronto sulle trasformazioni delle città contemporanee. In Piazza Maggiore i “Portici Talks” offriranno momenti di riflessione sui temi dell’integrazione, della partecipazione, della sicurezza urbana e della sostenibilità. Tra gli interventi previsti ci saranno anche rappresentanti istituzionali italiani e internazionali.

Piazza Maggiore, in pieno centro storico a Bologna (©Radiabo)
Bologna Portici Festival – Perché Stefano Benni sarà uno dei simboli del festival?
Uno dei momenti più significativi della manifestazione sarà l’omaggio dedicato a Stefano Benni, autore profondamente legato all’anima di Bologna. I suoi racconti torneranno a vivere nei locali storici della città attraverso letture itineranti e interpretazioni teatrali. L’attore Giorgio Comaschi accompagnerà il pubblico in un percorso che attraverserà i luoghi simbolo del celebre “Bar Sport”. Un ritorno alle atmosfere raccontate dallo scrittore, tra ironia, personaggi indimenticabili e frammenti di una Bologna popolare che continua a essere parte integrante dell’immaginario collettivo cittadino.
Dalla musica ai quartieri: una città che si racconta
Il festival coinvolgerà anche altri luoghi simbolici, dal Cimitero Monumentale della Certosa al Treno della Barca, passando per Piazza della Pace e il Meloncello. Non mancheranno appuntamenti dedicati alla musica, alle tradizioni popolari e alle famiglie. La chiusura sarà affidata a un grande evento musicale in Piazza Maggiore, mentre visite guidate, laboratori per bambini e feste di strada contribuiranno a trasformare Bologna in un laboratorio urbano a cielo aperto. L’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente dinamico per il capoluogo emiliano, che negli ultimi mesi ha registrato una forte crescita turistica e una crescente attenzione verso eventi culturali diffusi sul territorio.
