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Bologna e dintorni

Dall’Appennino ai David: l’Emilia-Romagna tra serie tv e riconoscimenti

Uno sbirro in Appennino (©ITALY for MOVIES)
Uno sbirro in Appennino (©ITALY for MOVIES)

L’11 aprile l’Appennino bolognese diventa palcoscenico. Al Cinema Mattei di Lagaro, alle 15.30, il regista Renato de Maria e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci incontreranno il pubblico insieme a Chiara Chelotto per la visione e il commento del terzo episodio, Il caso degli spiriti, della nuova serie Uno sbirro in Appennino. Un evento che coincide con un traguardo simbolico: i cento anni di attività della storica sala, da sempre gestita dalla famiglia Mattei.

Il debutto della serie è ormai imminente: il 7 aprile su RaiPlay, seguito il 9 aprile dalla prima serata su Rai 1 con le prime due puntate. Come protagonista vedremo in scena Claudio Bisio nei panni del commissario Benassi.

Il racconto di luoghi

Intorno alla serie si muove un intero territorio. L’iniziativa, promossa insieme a Emilia-Romagna Film Commission, enti locali e partner produttivi, nasce per restituire alla comunità il racconto di luoghi che hanno fatto da scenario e ispirazione: da Bologna a Castiglione dei Pepoli, passando per Montorio, Castel di Casio, il lago di Suviana, il Brasimone e il borgo La Scola a Grizzana Morandi.

Le indagini del commissario Benassi

Ed è proprio tra queste terre che si sviluppano le indagini del commissario Benassi il quale è stato mandato lontano dalla città, e costretto a fare i conti con le proprie radici e istaurare nuovi legami. Due in particolare segnano il suo percorso: quello con Nicole, segnata da una solitudine simile alla sua, e quello con Amaranta, giovane poliziotta di 22 anni. Tra i due nasce un rapporto che supera il semplice apprendistato: un intreccio emotivo sospeso tra guida,  una profonda, inaspettata genitorialità dell’anima.

In questo fermento creativo, il cinema emiliano-romagnolo conferma il suo momento d’oro: sempre più produzioni scelgono la regione, trasformandola in un set vivo e riconoscibile, capace di raccontare storie che parlano al pubblico partendo da identità locali forti e autentiche.

Tra cinema, musica e talenti che continuano a emergere, Bologna conferma il suo peso crescente nel panorama culturale nazionale.

In scena la 71ª edizione dei David di Donatello

C’è un’altra attesa che fa stare sulle spine Bologna, e arriva dal grande cinema italiano. Il 6 maggio, negli studi di Cinecittà, andrà in scena la 71ª edizione dei David di Donatello, e tra candidature e ritorni eccellenti il capoluogo emiliano si ritaglia un ruolo da protagonista.

Fuori con Matilda De Angelis

Tra i nomi più attesi spicca Matilda De Angelis, già premiata nel 2021 come non protagonista per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose e ora di nuovo in corsa con Fuori di Mario Martone. Nel film interpreta Roberta, amica della scrittrice Goliarda Sapienza, portata sullo schermo da Valeria Golino.

Torna sotto i riflettori Ursula Patzak e Le città di pianura in gara per la miglior colonna sonora

Non è l’unico volto bolognese in gara. Torna sotto i riflettori anche Ursula Patzak, già vincitrice di quattro David, candidata per i costumi del film Duse diretto da Pietro Marcello. E cresce l’attesa anche nel mondo della musica: la label Maple Death Records segue con il fiato sospeso la categoria per la miglior colonna sonora originale, dove è in lizza Le città di pianura di Krano, tra i titoli più apprezzati del 2025.

(Fonte: Benedetta Cucci, Il Resto del Carlino)
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