Il Comune di Bologna cambia rotta e amplia la platea dei beneficiari del progetto La scuola che parte insieme, l’iniziativa che anticipa l’avvio delle attività scolastiche dal 31 agosto all’11 settembre.
Aperte le iscrizioni anche agli alunni delle scuole primarie paritarie e degli istituti comprensivi
Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Palazzo d’Accursio ha deciso di aprire le iscrizioni anche agli alunni delle scuole primarie paritarie e degli istituti comprensivi che inizialmente erano stati esclusi perché non avevano aderito al progetto.
La decisione arriva dopo il primo giorno di iscrizioni, che ha registrato una risposta significativa: sui 2.500 posti disponibili sono già pervenute quasi 900 domande. Proprio la presenza di posti ancora liberi ha spinto il Comune a estendere il servizio. «Data la disponibilità residua – spiegano da Palazzo d’Accursio – potranno presentare domanda anche gli alunni che frequentano uno degli istituti comprensivi non aderenti al progetto e quelli iscritti alle scuole paritarie».
Una scelta che rappresenta un’inversione di marcia rispetto all’impostazione iniziale e che viene salutata con soddisfazione da Valentina Castaldini, consigliera regionale di Forza Italia. «Era una scelta sbagliata, con la quale il sindaco Matteo Lepore era arrivato perfino a smentire l’impostazione della stessa Regione. Ora quell’errore è stato corretto ed è una buona notizia per le famiglie. Tutte le scuole, statali e paritarie, devono essere coinvolte fin dall’inizio della progettazione e tutte le famiglie devono poter partire con le stesse opportunità. La parità scolastica, riconosciuta dalla legge, non può valere in tutta Italia e fare eccezione soltanto a Bologna».
Le critiche dell’opposizione
La vicenda era infatti diventata un caso politico. Forza Italia aveva contestato duramente in Consiglio regionale i criteri adottati dal Comune per l’accesso alla sperimentazione regionale, criticando l’esclusione degli alunni iscritti agli istituti comprensivi non aderenti e delle scuole paritarie. Una posizione ribadita anche dal segretario cittadino Lanfranco Massari: «La sperimentazione nasceva per sostenere le famiglie e ampliare le opportunità educative. Il Comune aveva invece scelto una strada restrittiva, escludendo interi istituti comprensivi e gli studenti delle scuole paritarie. È stata una scelta deliberata».
Le iscrizioni
Ora, con l’estensione decisa dal Comune, la controversia sembra destinata a chiudersi. Restano invece invariati i termini e le modalità di iscrizione: le domande potranno essere presentate esclusivamente online entro le ore 23.59 di giovedì 16 luglio 2026, mentre rimangono confermati anche i criteri di priorità e assegnazione già stabiliti.
(Fonte: Corriere di Bologna, Federico Iezzi)
