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Un “Santo” bolognese: Don Giuseppe Bedetti

Monsignor Giuseppe Bedetti, nonostante la sua canonizzazione sia ferma al primo livello, per tutti i bolognesi “don Jusféin” è da sempre un “Santo di Bologna”

Santino dedicato a Monsignor Giuseppe Bedetti
Santino dedicato a Monsignor Giuseppe Bedetti

Il 4 gennaio 1889 muore a Bologna quasi novantenne Mons. Giuseppe Bedetti, chiamato dal popolo “don Jusféin”, apprezzato anche dagli anticlericali come prete degli ultimi. Sacerdote non convenzionale fu arciprete di San Petronio.

Don Giuseppe Bedetti e le scuole notturne

Aveva importato a Bologna il modello delle scuole notturne, inaugurando la prima scuola nei locali della chiesa di San Donato (oggi una lapide lo ricorda) e aprendone poi una decina in vari luoghi della città. Lottare contro l’analfabetismo non era una priorità per la Chiesa di allora.

Queste scuole raccoglievano nelle ore serali i figli degli artigiani e degli operai dai 10 ai 14 anni, con attività scolastiche e oratoriali. Già nel 1858 le scuole serali accoglievano più di 80 alunni. Vi si insegnava a leggere, a scrivere, a disegnare e far di conto per poter accedere a un lavoro onesto. Era ricevuto da tutti e a tutti chiedeva per i suoi ragazzi, che furono sempre molte decine.

Don Bedetti entrava in tutte le case e ovunque chiedeva per i suoi ragazzi. Quando sapeva che in una casa ricca si approntava un grande pranzo si presentava in cucina con grandi sporte e faceva incetta per i suoi ragazzi. Ma tutti lo sapevano e se lo aspettavano e certamente facevano preparare con più larghezza in attesa della “scrematura” di don Bedetti.

Giuseppe Bedetti

Giuseppe Bedetti (© Storia e Memoria di Bologna)

Il rispetto dovuto a un uomo che faceva del bene

Nella Bologna del suo tempo, quanto tanti parlavano male del clero e della Chiesa, per Don Bedetti si faceva eccezione, riconoscendo in lui una vera carità apostolica ed una santità autentica.

Un noto anticlericale concluse così un suo intervento in consiglio comunale: “Che siano maledetti tutti i preti, tutti i frati e tutte la suore di Bologna!” e si sedette. Ma immediatamente si rialzò e aggiunse: “Tutti tranne don Bedetti”.

Anche i malavitosi lo rispettavano e non lo derubavano. Anzi, si narra che una volta passando per una strada malfamata fu derubato da uno che era arrivato da poco in città. Quando se ne vantò con i compari fu costretto da loro a rincorrere il sacerdote, scusarsi e restituirgli il maltolto. Per scusarsi offrì anche qualcosa di più. Ma don Bedetti quel di più non lo accettò conscio del suo provenire certamente illecito.

Lapide via Zamboni 12 in onore di Giuseppe Bedetti

Lapide via Zamboni 12 in onore di Giuseppe Bedetti

Non è senza significato (per me e penso per molti altri) che nel 1930 a dirigere l’Opera Bedetti fosse chiamato Don Marella dopo il suo reintegro sacerdotale.

Don Bedetti, canonico di San Petronio vi è sepolto in una delle Cappelle laterali, e tanti ancora accorrono al suo sepolcro, dove numerosi ex-voto testimoniano la riconoscenza e l’amore dei bolognesi per il loro caro e santo padre “don Jusféin”, come veniva appellato dal popolo. Accanto vi è un suo ritratto e la documentazione del suo processo di canonizzazione per ora fermo al primo livello: Venerabile Servo di Dio.

E tu cosa ne pensi?

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