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Al 28° Concerto di Natale, Claudio Baglioni ospite d’onore e senatore per un giorno

Concerto di Natale 2025 in Senato. Claudio Baglioni (©SenatoItaliano)

A Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, ieri mattina Claudio Baglioni è stato l’ospite d’onore del 28° Concerto di Natale del Senato, andato in scena nell’aula parlamentare alla presenza delle più alte cariche dello Stato, a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il cantautore ha avuto così l’occasione di essere senatore per un giorno.

L’omaggio del Senato a Claudio Baglioni

A rendergli omaggio e a celebrarlo è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa: «In Claudio Baglioni celebriamo un grande artista che onora l’Italia e la sua musica». Nel suo intervento introduttivo, La Russa ha dedicato l’evento a chi soffre, ai «tanti cristiani perseguitati nel mondo» e alle famiglie, definite «eroi quotidiani e fondamento della nostra comunità». Presentato da Milly Carlucci, il concerto-evento ha avuto anche un importante valore simbolico: ha festeggiato i 2500 anni dalla fondazione di Napoli, Neapolis, la città nuova, accogliendo per l’occasione l’orchestra e il coro del Teatro San Carlo, guidati dal nuovo sovrintendente Fulvio Macciardi.

La Russa: «Baglioni fa parte della nostra storia»

Il legame tra Claudio Baglioni e l’immaginario collettivo degli italiani lo ha ricordato Ignazio La Russa con un’immagine diventata iconica: «Quella sua maglietta fina ce l’abbiamo tutti nella mente. La carriera di Claudio Baglioni fa parte della storia di ciascuno di noi e del nostro modo di sentirci italiani». Parole pronunciate nel momento della consegna della Martinella, la storica campanella del Senato usata per richiamare all’ordine i parlamentari in aula. «Può servire anche ai grandi artisti per mettere ordine nella musica italiana», ha scherzato il presidente del Senato.

La musica attraversa il Senato, da Rossini a Baglioni

Il percorso musicale è partito dalla grande tradizione classica, con pagine di Rossini e Verdi, impreziosite da una intensa Ave Maria dall’Otello interpretata dal soprano Maria Agresta, e arricchite da Quanno nascette Ninno di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

L’aula del Senato, infatti, negli anni, aveva già aperto le sue porte alla musica leggera: dieci anni fa Massimo Ranieri vi cantò ’O surdato ’nnamurato, nel 2016 Paola Turci scelse l’Hallelujah di Leonard Cohen e, più recentemente, nel 2023, Gianni Morandi fu l’ospite d’onore per i 75 anni della prima seduta del Senato repubblicano.

Durante la serata, Claudio Baglioni ha avuto il privilegio di salire simbolicamente sullo scranno del presidente. I capolavori del cantautore, Strada facendo, Avrai e La vita è adesso hanno così avvolto la sala, indossando un abito sinfonico e solenne, accompagnati e armonizzati dagli archi, dai fiati e dalle voci del Teatro San Carlo.

Il sogno è sempre: la musica come radice dei sogni

La risposta di Baglioni è stata toccante ed emozionata: «Per dire grazie c’è solo grazie. Grazie per il privilegio di essere qui, in un’aula che è come un teatro capace di contenere idealmente tutti gli italiani». Richiamandosi al titolo di un suo brano, Il sogno è sempre, il cantautore ha poi aggiunto: «La musica è figlia e radice dei sogni, e il sogno è l’anticamera della realtà». Da un sogno, ha ricordato, sono nate conquiste fondamentali come la democrazia, la giustizia e i diritti civili, così come scoperte e invenzioni che hanno scritto e cambiato la Storia. E oggi, ha concluso, il pensiero non può che andare alla pace, «un sogno che non bisogna mai smettere di sognare».

La serata si è conclusa con un brindisi augurale. A fare da cicerone a Claudio Baglioni durante la visita speciale alle sale storiche di Palazzo Madama è stato lo stesso Ignazio La Russa.

(Fonte: Resto del Carlino, Stefano Marchetti)

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