Niente ampliamento per i portici di Bologna riconosciuti Patrimonio dell’umanità. L’Unesco manterrà infatti il riconoscimento ai 12 tratti già iscritti nel 2021, respingendo invece la proposta del Comune di ridisegnarne i confini e di estendere l’area tutelata.
Il parere negativo dell’Icomos
A fermare il progetto è stato il parere negativo dell’Icomos, il principale organismo consultivo dell’Unesco per la valutazione dei beni culturali. Secondo gli esperti, la documentazione presentata da Palazzo d’Accursio presenta «carenze significative riguardo i criteri per definire i confini» e non include integralmente alcune strade considerate essenziali.
Tra le esclusioni: piazza di Porta Ravegnana con la Garisenda
Tra le esclusioni più rilevanti c’è quella di piazza di Porta Ravegnana, con la Garisenda, nonostante il sindaco Matteo Lepore avesse annunciato la volontà di inserirla nel sito riconosciuto. Per l’Icomos, però, la candidatura avrebbe dovuto comprendere anche l’intera via Santo Stefano, come richiesto, mentre nella documentazione manca inoltre piazza di Porta Santo Stefano, pur essendo citata tra le aree che il Comune intendeva includere. Bocciata anche la proposta di unificare in un unico tratto San Luca e Certosa, così come il progetto di estendere il sito fino al territorio di Casalecchio, sul quale l’organismo internazionale chiede maggiori dettagli sulla gestione condivisa.Il risultato è una bocciatura che, almeno per ora, congela qualsiasi modifica al sito Unesco dei portici bolognesi.
A commentare la decisione è la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che attribuisce la responsabilità alla Giunta comunale. «Quando si vuole fare le cose di corsa per nascondere i veri problemi, cioè la gestione inadeguata dei portici, il risultato non è detto che arrivi. E questa volta non è arrivato», afferma l’esponente della Lega. Borgonzoni assicura comunque il sostegno del Ministero per ripresentare la candidatura il prossimo anno, sottolineando però la necessità di affrontare prima le criticità più urgenti.
Il duplice obiettivo proposto
L’amministrazione comunale aveva quindi proposto una revisione dei sette tratti già riconosciuti, accorpandone alcuni e ampliandone altri per arrivare a una nuova configurazione composta da dieci punti. L’obiettivo era duplice: aggiornare il perimetro del sito e allargare anche la cosiddetta zona cuscinetto, l’area di protezione che circonda il bene Unesco.
Il decoro urbano
Nel mirino della sottosegretaria c’è anche il tema del decoro urbano. Richiamando una precedente richiesta del Ministero di garantire una maggiore cura dei portici, Borgonzoni critica l’intenzione del Comune di modificare il Regolamento di pulizia urbana attribuendo ai proprietari maggiori responsabilità nella manutenzione: «Invece che pensare al bene della città, sta dicendo ai cittadini di occuparsi dei problemi», conclude.
(Fonte: Il Resto del Carlino, Francesco Moroni)
