Come scritto da Francesco Moroni sul Resto del Carlino e da Marco Bettazzi su Repubblica, il Ministero dei Trasporti ha deciso di spegnere 850 autovelox non omologati in varie città d’Italia: Bologna, però, non è tra queste. I sette dispositivi presenti sul territorio bolognese, più i 12 gestiti dalla Città metropolitana in provincia, sono considerati a norma e perfettamente funzionanti.
Troppi autovelox non omologati, ne verranno oscurati a centinaia in tutta Italia: quelli gestiti dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana, però, sono regolari
Sabato il ministero ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto che regola la materia. All’interno si specifica innanzitutto la differenza tra autorizzazione e omologazione dei dispositivi di controllo elettronico della velocità. Il primo procedimento valuta se l’apparecchio rispetti le caratteristiche di funzionamento. Attraverso il secondo procedimento, invece, il Ministero stesso confronta l’apparecchio con prototipi già presenti e verifica in laboratorio che tutte le caratteristiche (come precisione e sensibilità) siano rispettate. In base a questo, è emerso che centinaia di autovelox in tutto il Paese non rispettavano tali norme e verranno dunque spenti.
«Da una giungla di oltre 10 mila autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, una tassa occulta per milioni di lavoratori che nulla ha a che fare con la sicurezza stradale» è stato il commento di Matteo Salvini. Lo stesso ministro dei Trasporti ha criticato la presenza di numerosi macchinari non conformi da cui sono scaturite sanzioni spesso ingiuste nei confronti dei cittadini (seguite da una pioggia di ricorsi).
Il Comune di Bologna, tuttavia, fa sapere che i sette autovelox presenti nella nostra città sono perfettamente a norma e di conseguenza continueranno a funzionare. Parliamo delle telecamere che monitorano viale Panzacchi, via Stalingrado, viale Berti Pichat, viale Lenin, viale Cavina, viale Togliatti e viale Sabena (dietro all’ospedale Maggiore). Questi dispositivi compaiono infatti nell’elenco degli autovelox autorizzati dal Ministero. Lo stesso vale per quelli presenti sulle strade provinciali e a Imola, che dunque rimarranno accesi e operativi.
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