Da poco più di dodici anni Borgo Panigale è la mia sede di lavoro: inizia dove finisce Bologna, ma è un quartiere che ha molto da dire, per chi sa ascoltare. E io che avevo pensato che quell’ufficio di fronte alla Fabbri (confetture) sarebbe stata momentanea deviazione nel mio percorso lavorativo, rimane forse la mia ultima destinazione lavorativa. Da lì ho visto l’alfa e l’omega del cantiere del tram, con tutta la sua storia nel mezzo. Per i pochi mesi ancora che mi restano per giungere ad affollare l’Inps.
Borgo, porta ovest di Bologna
Quando vi arrivai, a Borgo Panigale, ero confuso e arrabbiato, sicuro di essere stato vittima di una grave ingiustizia. Anni dopo, capii che era stata (ed è tuttora) la mia grande fortuna e la location, involontariamente, mi aveva dato una mano. Borgo Panigale inizia dove finisce Santa Viola, due quartieri della periferia ovest della città. A dividerli il Ponte Lungo, ristrutturato anch’esso negli ultimi tre anni, che anticipa di un paio di metri Via Triumvirato, la via per il cielo. Infatti in fondo a Via Triumvirato c’è il Marconi, l’aereoporto che ha reso Bologna ancora di più una città europea. Da Via Triumvirato fino al Centro Borgo, seguendo la via Emilia, si distende tutto il quartiere Borgo Panigale. Una città nella città, che riporta la via Emilia fuori dall’abitato, destinazione Modena.
Luglio 2026: la “liberazione” dei cantieri

BORGO PANIGALE 3 (Ilaria Matteuzzi x www.radiabo.it) Ho perso la memoria di quando i lavori siano iniziati e quante e quali modifiche si siano succedute alla viabilità, rendendo la Via Emilia un labirinto di sensi unici e sensi vietati. Abbiamo vissuto anni di polvere e rumore, di svariate etnie che hanno affollato l’asfalto di quel tratto della via Emilia. Ma la resilienza, di abitanti e commercianti, pare abbia avuto la meglio, in attesa del “tram promesso”. Un tram che non vivremo prima del 2027 (corse test escluse). Io, sicuramente, non lo vedrò dalla mia finestra del lavoro, ma da semplice cittadino pensionato che tornerà sul luogo del delitto, qualche mese dopo. Non Vi nascondo che sono curioso, così come di essere un passeggero, fra i primi, di questa nuova esperienza, poi chissà. Forse un tram non risolve i problemi di mobilità di un quartiere, ma è stato bello non soccombere e vedere l’opera quasi finita. Quasi.

Borgo Panigale 5 (Ilaria Matteuzzi x www.radiabo.it)
Ringrazio per le foto dell’articolo (che la mia incapacità ha quasi rovinato) Ila, angelo biondo del Borgo. Chi meglio di lei avrebbe saputo tirare fuori l’anima del suo quartiere, sotto un sole che non perdona?
