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Caldo senza tregua, Arpae: «Non sono più ondate, ma una nuova normalità»

Le temperature restano elevate da oltre un mese e gli esperti parlano di un’accelerazione del cambiamento climatico. Bologna rafforza rifugi climatici e servizi di assistenza, mentre cresce il dibattito sulle strategie per rendere la città più vivibile.

caldo Bologna
Immagine generata con IA (@Radiabo)

Le alte temperature non rappresentano più episodi eccezionali destinati a durare pochi giorni. Secondo Federico Grazzini, meteorologo e responsabile della sala operativa e del centro funzionale di Arpae, il caldo che sta interessando Bologna è ormai parte di uno scenario destinato a ripetersi con sempre maggiore frequenza. Più che di singole ondate di calore, l’esperto invita a parlare di un lungo periodo caratterizzato da temperature elevate intervallate soltanto da brevi parentesi più fresche.

«Sarebbe bene dire le cose come stanno. E cioè che quasi tutte le estati andranno così come questa: grande caldo intervallato da momenti un po’ più freschi. Ce lo dicono tanti indicatori, che è in atto una forte accelerazione del riscaldamento globale».

Bologna, Piazza Santo Stefano

Piazza Santo Stefano, Bologna (fonte immagine: Depositphotos)

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni?

Dopo un lieve calo dovuto ai temporali, il termometro è destinato a tornare rapidamente a salire. Le previsioni indicano infatti un nuovo incremento delle temperature già dall’inizio della settimana, con valori che potrebbero superare stabilmente i 35 gradi e raggiungere punte vicine ai 38 nel fine settimana successivo. A rendere particolarmente impegnativa la situazione non sono soltanto le massime elevate, ma anche le cosiddette notti tropicali. Da metà giugno, fatta eccezione per una breve pausa, Bologna registra infatti minime superiori ai 20 gradi, una condizione che limita il raffrescamento naturale e rende più difficile affrontare il caldo soprattutto per anziani e persone fragili.

Bologna prova ad adattarsi al nuovo clima

Di fronte a un fenomeno che appare sempre più strutturale, l’amministrazione comunale ha rafforzato gli strumenti di prevenzione. I rifugi climatici aperti alla cittadinanza sono saliti a 28, offrendo spazi ombreggiati o climatizzati dove trovare sollievo durante le giornate più torride. Parallelamente prosegue il piano sviluppato insieme all’Ausl, che comprende assistenza domiciliare, supporto telefonico infermieristico e servizi dedicati alle persone più vulnerabili. Secondo Grazzini, tuttavia, il cambiamento climatico richiede interventi di più ampia portata.

«Siamo di fronte a un’escalation del riscaldamento globale, non possiamo affrontarla in maniera episodica».

Verde urbano e nuovi spazi per contrastare il caldo

Tra le strategie considerate più efficaci rientrano l’aumento delle superfici verdi e la riduzione delle aree impermeabilizzate. Il progetto Bologna Verde, insieme alla riqualificazione di diversi spazi cittadini e alla riapertura del canale Reno, viene indicato come un insieme di interventi capaci di migliorare progressivamente il microclima urbano.

E tu cosa ne pensi?

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