Come racconta Emanuela Giampaoli sul quotidiano Repubblica, quella del 2026 è un’estate atipica per gli stabilimenti balneari della Riviera romagnola: nonostante gli hotel, gli alberghi e gli appartamenti siano pieni, infatti, i lidi e le spiagge attrezzate hanno fatto registrare numeri molti inferiori, del tutto lontani dal sold-out.
Riviera romagnola, la doppia faccia della medaglia: tra giugno e luglio presenze in calo negli stabilimenti balneari, bene gli albergatori
Temperature fuori dal normale, prezzi in aumento, maggior numero di stranieri che scelgono un tipo di turismo diverso: niente pienone, insomma, per gli stabilimenti balneari della Riviera romagnola. Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA Confesercenti Emilia-Romagna (Federazione Italiana Imprese Balneari) e guida della Cooperativa Spiagge Ravenna, spiega: «Si vive la spiaggia in modalità differenti. Nel ravennate, che non ha un sistema recettivo importante come quello del litorale riminese, le presenze negli stabilimenti balneari a giugno e luglio erano in calo. Agosto per il momento regge».

Vista aerea di un tratto di Riviera romagnola (fonte immagine: Depositphotos)
«Colpisce che le strutture che hanno la piscina sono piene. Gli ospiti la preferiscono alla spiaggia a 30 metri. Forse anche per il gran caldo, ma una riflessione si impone. Io sono anni che mi batto per costruire piscine in spiaggia, in ogni caso lo stabilimento ha bisogno di rinnovarsi» prosegue Rustignoli, sottolineando come anche i gusti del pubblico siano cambiati nel corso del tempo. Molti (stranieri in primis) preferiscono andare alla scoperta del territorio circostante piuttosto che passare l’intera giornata in spiaggia. La fascia oraria di maggior affluenza, al contrario, è la sera, quando i visitatori si riversano sull’arenile per cenare e godere delle temperature più miti.
L’elevato numero di arrivi all’aeroporto di Rimini non si riflette sulla presenza nelle spiagge. «Ben venga la scoperta del territorio – aggiunge il presidente della Cooperativa di Rimini Mauro Vanni – ma evidente usano Rimini come scalo, pernottano qui poi vanno a visitare le città d’arte. A giugno e luglio il lungomare e i locali erano affollati, ma negli stabilimenti quel movimento non c’era».
Anche Diego Casadei, presidente della Cooperativa Bagnini di Riccione, evidenza questa mancanza sulle spiagge della riviera riccionese (che potrebbe essere candidata a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco). «Gli stabilimenti si riempiono nel fine settimana, per il resto le problematiche le conosciamo. Per esempio ho criticato la scelta di organizzare eventi sportivi a giugno e luglio. Queste persone hanno riempito gli alberghi ma raramente vengono in spiaggia. Quello che c’è qui, non c’è altrove. Va protetto» conclude.
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