Approfittiamo dell’articolo uscito qualche giorno fa su Repubblica Bologna a firma di Sabrina Camonchia, per parlare del libro “Una rosa per Imelda” (Bolis Edizioni), una storia che miscela i libri con la storia di Bologna, due elementi cari a Radiabo.

Copertina del libro “Una rosa per Imelda” di Nicolò Mulas Marcello
“Una rosa per Imelda”, di Nicolò Mulas Marcello
Il libro di Nicolò Mulas Marcello porta all’attenzione del pubblico la storia di Imelda Lambertazzi e Bonifacio Geremei, giovani amanti divisi dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini nella Bologna del Duecento. Un romanzo storico che unisce sentimento alla ricostruzione d’archivio.
Prima di Giulietta e Romeno, prima di Virginia Galluzzi e Alberto dè Carbonesi, c’erano Imelda e Bonifacio.
Imelda e Bonifacio, amore proibito tra famiglie rivali
Lei diciottenne e lui ventunenne, Imelda Lambertazzi e Bonifacio Geremei appartenevano a due famiglie rivali bolognesi divise dall’odio tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini.
Il loro primo incontro avvenne nella basilica di San Domenico, durante una distribuzione di cibo ai poveri. Nonostante i tentativi delle rispettive famiglie di ostacolare la loro unione, i due giovani scelsero di amarsi, andando incontro, come in tutte le storie simili a questa che abbiamo citato in precedenza, a una fine che vide la morte di entrambi.
Come sempre, in questi casi, è difficile essere certi che la relazione sia stata reale, rimane sempre un po’ di leggenda legata a questo tipo di storie, ma, come per le altre, era sicuramente possibile che avvenissero in tempi in cui una città tendenzialmente piccola come la nostra era lacerata da lotte intestine.
La storia tra Bonifacio e Imelda è arrivata fino a noi grazie a “Le Porrettane”, una raccolta di 61 novelle scritta da Giovanni Sabadino degli Arienti intorno al 1483.
Il contesto storico della Bologna medievale
La forza del libro, oltre alla storia d’amore, risiede anche nel realismo storico che fa da sfondo alle vicende dei due protagonisti.
I due amanti si muovono all’interno delle mura di una Bologna medievale ricostruita molto fedelmente sia nella toponomastica che nelle dinamiche del potere cittadino. Si passa dalle botteghe di via Clavature al Quadrilatero, dominato dalla torre della famiglia Lambertazzi, alle suggestive Sette Chiese in piazza Santo Stefano, senza mai uscire dal reale e accurato contesto storico.
Sullo sfondo delle tensioni politiche cittadine si muovono anche figure storiche reali del calibro del giurista Rolandino de’ Passeggeri e del condottiero Guido da Montefeltro.
