Negli ultimi anni il mercato dell’intrattenimento ha spinto con forza verso la transizione digitale; tuttavia, un recente caso di cronaca ha riacceso i riflettori su una verità scomoda: acquistare un contenuto in digitale non equivale a possederlo davvero, come ha scoperto un utente a cui è stato cancellato senza rimborso la trilogia de “Il Signore degli Anelli”.
Cosa è successo con Google Play e la Trilogia del Signore degli Anelli
All’inizio di agosto, un utente ha scoperto che la sua copia digitale della trilogia estesa de “Il Signore degli Anelli” di Peter Jackson, acquistata su Google Play nel 2022, era misteriosamente sparita dalla sua libreria. Contattando l’assistenza clienti, l’utente si è sentito rispondere che il contenuto era stato rimosso perché non più disponibile nel catalogo.
Come ulteriore beffa, l’assistenza ha inizialmente negato qualsiasi rimborso, applicando la politica standard di reso entro 120 giorni dall’acquisto. Solo dopo molte insistenze, l’utente è riuscito a ottenere scuse formali e un accredito di circa 23 euro. Probabilmente quando uscirà “Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum” questo utente si comprerà il disco fisico…
Questo non è un caso isolato. Sony, ad esempio, ha già rimosso in passato numerosi film dalle librerie degli utenti a causa della scadenza delle licenze di distribuzione. Di fatto, quando paghiamo per un film o una serie TV digitale, non stiamo acquistando il prodotto, ma solo una licenza d’accesso temporanea che può essere revocata in qualsiasi momento. Una differenza non da poco.
Il parallelismo con i videogiochi: tra spinte digitali e resistenze fisiche
Questo dibattito non risparmia l’industria dei videogame, un settore che sta vivendo la medesima spaccatura. Il prossimo GTA VI non dovrebbe avere la possibilità del disco fisico ma solo dell’acquisto digitale, ma già esistono siti che vengono giochi digitali e che potenzialmente potrebbero essere messi fuori catalogo.
Non così Nintendo, ad esempio, che continua a credere fermamente nel formato fisico, tanto che il 38,5% dei suoi giochi venduti è ancora addirittura su cartuccia.
Il ritorno del supporto fisico: la sola certezza
La paura di veder svanire le proprie collezioni digitali da un giorno all’altro potrebbe a questo punto fare rinascere il supporto fisico. I cofanetti fisici di serie iconiche come Stranger Things, ad esempio, sono sempre più richiesti dai collezionisti.
D’altra parte, l’unico modo di avere accesso per sempre a film, giochi o serie tv, è quella di possederle fisicamente, e non solo acquisire licenze allo streaming.
