Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Bologna, la Woolrich chiude i battenti: 78 persone licenziate

La Woolrich chiude la sede di Bologna: 78 licenziamenti, in 25 si trasferiscono a Torino

Woolrich Bologna
Fonte immagine: Depositphotos

Bologna dice addio alla Woolrich: l’iconica azienda di abbigliamento outdoor statunitense chiude la sua sede bolognese situata in via della Cooperazione, nel quartiere Arcoveggio. Come riportato dal quotidiano Repubblica, il 1° settembre è stato l’ultimo giorno di lavoro presso gli uffici e le strutture della ditta che nacque nel 1830 in Pennsylvania e si espanse fino a diventare un marchio diffuso a livello globale.

Addio alla Woolrich di Bologna con sei mesi d’anticipo: il popolare marchio d’abbigliamento si trasferisce dal capoluogo emiliano a Torino

Dallo scorso dicembre l’azienda americana popolare in tutto il mondo è di proprietà di una nuova società che ha preso la decisione di chiudere le fabbriche di Bologna e Milano e di spostare tutto a Torino. La chiusura della sede emiliana è avvenuta con sei mesi d’anticipo. In base all’accordo iniziale, infatti, la struttura di Arcoveggio avrebbe dovuto rimanere aperta fino al marzo del 2027. E invece nel capoluogo emiliano rimarranno aperti solo i punti vendita.

Dopo una lunga trattativa tra i sindacati e i piani alti dell’azienda, la maggioranza dei lavoratori della Woolrich di Bologna ha scelto l’opzione dell’uscita incentivata. Questo significa che le 78 persone licenziate (64 ora più altre 14 a luglio) riceveranno un incentivo all’esodo. Gli importi stabiliti andranno dai 30mila ai 100mila euro lordi in base a criteri come l’anzianità di servizio.

«Si chiude una vertenza particolarmente complessa che ha coinvolto lavoratrici e lavoratori con professionalità, competenze e anni di esperienza maturati all’interno della sede in si ideavano, progettavano e testavano i capi Woolrich. Esprimiamo soddisfazione per il fatto che il confronto sindacale abbia consentito di garantire condizioni di uscita e tutele economiche per le persone coinvolte» dichiara Laura Chiarini, segretaria generale di Fisascat-Cisl.

Una piccola minoranza (25 persone, pari a meno del 20% dei dipendenti) hanno invece accettato di trasferirsi nella sede di Torino come parte dell’accordo tra la ditta e i sindacati di categoria. Anche 4 dirigenti si sposteranno dalle Due Torri alla Mole Antonelliana. «Ciò ha permesso di salvaguardare una parte dell’occupazione» aggiungono i portavoce della Filcams-Cgil.

 

LEGGI ANCHE: Artigiani sempre più rari a Bologna: in un anno ne sono spariti oltre 2mila

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *