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Caro vita a Bologna: l’impatto del caldo sui prezzi dell’ortofrutta

Spesa e rincari a Bologna: la siccità estiva fa impennare i listini dell’ortofrutta al Mercato delle Erbe

Ortofrutta
Fonte: Depositphotos

L’ondata estrema di calore e la prolungata siccità che hanno caratterizzato la stagione estiva stanno presentando un conto decisamente salato ai consumatori.

A Bologna, le conseguenze della crisi climatica e del conseguente caro vita sono ormai evidenti sui banchi della spesa quotidiana, dove l’aumento dei listini costringe le famiglie a modificare le proprie abitudini.

Rincari al Mercato delle Erbe: la voce dei commercianti e clienti

Passeggiando tra i banchi del Mercato delle Erbe in via Ugo Bassi, l’impatto dell’estate rovente è lampante.

Come evidenziato nell’articolo di Emanuela Giampaoli su La Repubblica, i cali produttivi nelle campagne arrivano fino al 50%, spingendo in alto i costi all’ingrosso al Caab.

Giuseppe Vecchio, detto Pippo, esercente da 46 anni, mostra la merce e spiega:

«Tutto quello che l’anno scorso snobbavamo, prodotti non belli, quest’anno è diventato bellissimo e costa il doppio. È il risultato della crisi climatica […]. Finisce che i fagiolini li mettiamo anche a 11 euro al chilo. Noi arriviamo a pagarli 8,50 euro…».

Difficoltà condivise anche da Carmen, che ha affiancato un banco di ortaggi al suo forno:

«I costi all’ingrosso sono esorbitanti e ricadono sulla vendita al dettaglio. Io, fatture alla mano, ci perdo. Ma certo non possiamo rendere di nuovo attrattivo questo posto con prezzi alle stelle».

Tra i clienti, la signora Stefania ammette di chiedere sempre prima il costo: «Mai fatto, ma non si può rischiare».

La contrazione dei consumi è confermata anche da Pierjin Martini, commerciante:

«Con l’inizio della scuola, il caro benzina, nessuno compra più a chili, prendono una o due pezzi. È dura».

Oltre ai prezzi, pesa il problema della qualità, come sottolinea Barbara del banco Fruttissima:

«Con queste temperature i pomodori non sono rossi come dovrebbero, la merce dopo un giorno si ammoscia».

Un futuro sempre più caro

Tra prodotti che durano un giorno e scontrini da capogiro, la spesa quotidiana si trasforma in un’equazione insolubile.

La sensazione diffusa tra i banchi è che questo sia solo l’inizio: con le prossime estati destinate a essere ancora più calde ed estreme, il conto del clima si farà sempre più salato e mangiare fresco rischia di diventare un lusso per pochi.

E tu cosa ne pensi?

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