Torna in prima serata su La7 la quinta stagione di Una Giornata Particolare, la trasmissione ideata da Aldo Cazzullo che analizza i grandi snodi della storia per provare a comprendere il presente.
Il primo appuntamento spazia dalle vicende dell’8 settembre 1943 fino agli ultimi momenti del nazifascismo, aprendo un ciclo di dodici puntate ricche di approfondimenti.
Memoria
Nel corso del suo articolo per il Resto del Carlino, l’autrice Beatrice Bertuccioli racconta come il noto giornalista e il direttore di rete Andrea Salerno affrontino questo viaggio televisivo dedicando il ciclo a Dafne Rebaudo, collaboratrice del programma tragicamente scomparsa.
Il racconto si snoda attraverso periodi chiave della storia, dalla fine di Hitler alla Grande Guerra sul Piave, dalla guerra civile spagnola al rapimento Moro, fino ad arretrare a Spartaco, Caterina da Siena e al Rinascimento.
Tra i passaggi più significativi, Cazzullo argomenta la scelta delle tematiche iniziali:
«Cominciamo con l’8 settembre e con la morte di Hitler perché crediamo che sia necessario e urgente raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti cos’è stato il fascismo e cos’è stato il nazismo».
Il conduttore rivolge poi un invito diretto e polemico:
«Non mi dispiacerebbe che il generale Vannacci guardasse la puntata sull’8 settembre, perché si renderebbe conto che sta dicendo un sacco di inesattezze storiche. La Decima Mas dopo l’8 settembre in gran parte resta fedele al re e quindi combatte contro Hitler, contro Mussolini. Tranne un gruppo di criminali che tracciavano la X di Decima Mas sul petto dei partigiani torturati. Uccisero, bruciarono villaggi, massacrarono sacerdoti, nell’entroterra di La Spezia la Decima Mas fece delle cose terribili. Noi cerchiamo di raccontare l’8 settembre ora per ora e luogo per luogo».
Antidoto all’ignoranza
Attraverso testimonianze toccanti come quella della figlia di Beppe Fenoglio e riprese nei luoghi simbolo della Resistenza, la trasmissione rifiuta l’etichetta di semplice divulgazione per farsi antidoto contro l’ignoranza.
Il programma si conferma così un importante strumento televisivo di riflessione storica, capace di parlare ad un pubblico vasto e trasversale, offrendo spunti di analisi fondamentali e un’accurata ricostruzione degli avvenimenti che hanno segnato il nostro Paese.
