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Bologna, Confindustria: «La tassa di soggiorno deve tornare a 5 euro»

Secondo Confindustria la tassa di soggiorno nel capoluogo dovrebbe scendere ulteriormente, tornando a quota 5 euro

Statua del Nettuno, nel centro di Bologna, Camera di Commercio, tassa soggiorno
L'iconica statua del Nettuno in centro a Bologna (©Martina Mugnaini per Radiabo)

Il dibattito sulla tassa di soggiorno a Bologna era cominciato alcune settimane fa, quando il primo cittadino del capoluogo emiliano Matteo Lepore aveva proposto di alzare l’imposta dai 7 euro attuali fino a 10 euro. L’idea ha subito scatenato il parere contrario dei lavoratori del settore turistico, con albergatori e gestori di strutture ricettive fortemente contrari. «Così facendo i turisti se ne vanno. Bisognerebbe investire su altro, come la cura degli spazi urbani» avevano detto. La proposta del sindaco Lepore, dunque, non è andata in porto e la tassa di soggiorno è rimasta a 7 euro al giorno.

Tassa di soggiorno a Bologna, l’idea di Confindustria: «Il gettito complessivo è triplicato ma gli investimenti sono rimasti uguali: bisogna che il 15% sia reinvestito nel settore»

Come riportato da Il Resto del Carlino sull’edizione odierna, Confindustria Emilia ha anche avanzato la proposta di abbassare ulteriormente la tassa di soggiorno. La cifra ideale sarebbe 5 euro, come nel periodo precedente al Giubileo del 2025. Parallelamente, poi, i ricavi legati a questa imposta devono essere reinvestiti all’interno del settore turistico.

«Dai dati illustrati è emerso un elemento centrale: da quando l’imposta è stata istituita, la quota destinata alla promozione e commercializzazione turistica è rimasta ferma a un milione e mezzo di euro, mentre il gettito complessivo del Comune è quasi triplicato» spiega Agostino Scialfa, imprenditore alberghiero e presidente della filiera Turismo di Confindustria Emilia. La soluzione sarebbe quella di reinvestire il 15% di questo ricavato all’interno del settore turistico, finanziando iniziative, progetti e opere come la ristrutturazione del Teatro Comunale.

Nel frattempo, Palazzo d’Accursio vorrebbe far inserire la Torre Garisenda (uno dei monumenti più iconici della città) all’interno del perimetro dei Portici Unesco, a loro volta iscritti nella Lista Unesco del Patrimonio Mondiale nel luglio del 2021. Come riportato da Francesco Rosano sul Corriere di Bologna, il Dipartimento di Architettura di Unibo realizzerà uno studio di approfondimento architettonico per rispondere ai quesiti dell’Unesco.

 

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