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Si scrive DUK, si legge coraggio e iniziativa

Edicola DUK Bologna
Edicola DUK Bologna

Al civico 240 di Via Massarenti, dove i lavori stradali stanno ridisegnando (quasi, ndr) la toponomastica della zona, nasce DUK. DUK è un nuovo concetto di edicola, che coniuga la creatività giovanile ad un supporto di un’attività consolidata (quale è la vendita dei giornali). L’idea nasce da due ragazzi di 27 anni, Matteo Missana e Simone Iovine, che provano a rilanciare un’attività chiusa (un’edicola appunto) 5 anni fa.  Dimenticavamo: DUK, non è un termine mutuato dai fumetti, ma un acronimo.

DUK – Different Urban Kiosk

Il DUK si prefigge di rivitalizzare un’edicola che dal lontano 2021 era chiusa e   unire la tradizione dell’edicola a una rete di servizi per il quartiere.

La storia di Matteo e Simone, parte dai banchi di scuola, passando da alcune condivisione di lavori fino all’attualità. Matteo oggi fa parte di un equipaggio del 118, mentre Simone è un educatore all’interno di una comunià per minori.

Questa nuova iniziativa nasce quasi per caso, un incontro con l’ex proprietario, poi l’accordo all’inizio di questa estate e il cambio di proprietà. In questi mesi lavori di risistemazione sia dentro che fuori e la voglia di far partire la nuova iniziativa a ottobre, il 14 per la precisione.

Ma l’edicola di cosa si occuperà?

Si parte dalla classica vendita di quotidiani e riviste e ci si allarga su nicchie non usuali per un’edicola.  Si inizia con servizi di copisteria, cancelleria e cartoleria, ma si allarga al digitale.

“A breve integreremo un punto LIS per operazioni PagoPA, bonifici e rinnovo degli abbonamenti del trasporto pubblico”, spiega Simone. Non solo: già posizionati  e attivi due distributori automatici h24 e si lavora a un totem digitale che, dopo le necessarie autorizzazioni, permetterà di accedere ai servizi di anagrafica digitale.

Come dicevamo DUK, con Simone e Matteo, hanno alzato la claire dell’edicola il 14 ottobre, in attesa che  il cantiere che interessa l’intera zona si chiuda. Loro sono fiduciosi che il tempo sarà galantuomo, andando oltre al semplice concetto di fatturato. La scommessa, però, non si misura soltanto negli incassi: “L’importante è che i cittadini si fidino di noi”. E a due ragazzi di 27 anni, che ci stanno provando, non vogliamo dare tonnellate di fiducia?

E tu cosa ne pensi?

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