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Cronache

Carrello della spesa, il clima impazzito fa alzare i prezzi di frutta e verdura

L’aumento dei prezzi per la verdura e la frutta è causato anche dal clima impazzito: temperature torride ed eventi estremi rendono più difficoltosa la coltivazione di ortaggi

Supermercati aumento prezzi
©CAAB

Melanzane, zucchine, finocchi, pesche nettarine: sono soprattutto la frutta e la verdura a risentire maggiormente del cambiamento climatico, con un inevitabile aumento dei prezzi in tutta Italia. Come scrive Caterina Giusberti su Repubblica, il rincaro del carrello della spesa non è dovuto solo alla situazione geopolitica mondiale e ai maggiori costi dell’energia e della produzione, ma anche a un clima impazzito che può alternare temperature torride ad eventi estremi in poche ore.

Aumento dei prezzi per gli ortaggi, il presidente del CAAB: «Produzione imprevedibile per via dei cambiamenti climatici»

Siamo a metà luglio e la città di Bologna sta affrontando la terza ondata di calore nel giro di un paio mesi. Le temperature tropicali, molto più alte delle medie stagionali, influiscono sulla coltivazione di ortaggi, che maturano prima e vanno quindi raccolti e commercializzati più rapidamente (nonostante i vari problemi come la mancanza di manodopera e i maggiori costi di produzione).

«La situazione dei prezzi è in fibrillazione negli ultimi anni e non è solo un tema di ortofrutta. Le variabili che incidono sul nostro settore sono soprattutto due. Una è quella energetica, perché aumentano i costi della logistica e del trasporto dei prodotti. L’altro sono i cambiamenti climatici, che rendono la produzione imprevedibile per via della carenza d’acqua e degli eventi estremi» afferma Marco Marcatili, presidente del Centro AgroAlimentare di Bologna (CAAB).

Supermercati aumento prezzi

Fonte immagine: Depositphotos

In generale l’Italia sta producendo meno ortaggi e i prezzi si alzano. All’ingrosso, ad esempio, le zucchine scure vengono 1 euro al chilo (+25% rispetto allo scorso anno), le melanzane 1,20 euro (+30%), i finocchi 1,40 euro (+15%). In diminuzione del 18% le pesche nettarine, che comunque toccano i 2,30 euro al chilo. «Oggi, rispetto a prima, c’è più bisogno di ricorrere a prodotti da paesi esteri – aggiunge Marcatili – A Bologna si fa fatica a produrre molti prodotti, in Romagna siamo ripartiti dopo l’alluvione ma alcune colture si sono dovute spostare, come le pesche e le albicocche».

I prezzi di ortaggi, frutta fresca e frutta fresca venduti al supermercato, di conseguenza, si alzano, andando a pesare ulteriormente sulle tasche del consumatore. «In questo contesto il valore del Caab è dare spazio ai tanti operatori medio-grandi, questa concorrenza permette di calmierare i prezzi e garantire la qualità. Il punto è responsabilizzare i diversi operatori della filiera» conclude Marcatili.

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