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Restyling del Grand Tour Italia, polemiche per quattro nuovi licenziamenti

Il restyling del parco agroalimentare Grand Tour Italia scatena nuove polemiche: i sindacati protestano dopo il licenziamento di quattro persone che lavoravano lì da tempo

Grand Tour Italia (©Grand Tour Italia)
Grand Tour Italia (©Grand Tour Italia)

Continua il ridimensionamento del Grand Tour Italia di Bologna, il parco agroalimentare che in precedenza era noto come Fico Eataly World e che negli ultimi anni ha subito una serie di grandi cambiamenti. Ciononostante, proseguono anche le polemiche attorno al restyling del grande complesso situato in via Paolo Canali: questa volta il motivo è legato al licenziamento di quattro lavoratori, dipendenti dell’azienda ormai da diversi anni.

Il ridimensionamento del parco Grand Tour Italia di Bologna porta al licenziamento di quattro operatori di cassa. L’ira dei sindacati: «La situazione è grave e inaccettabile»

Nel numero odierno del quotidiano Il Resto del Carlino, Giovanni Di Caprio spiega che quattro persone sono state licenziate nell’ambito del ridimensionamento della struttura. Un progetto che, come raccontavamo nei giorni scorsi, vedrà la luce entro metà aprile e che prevede numerosi cambiamenti come la diminuzione dei ristoranti e l’aggiunta di maggiori aree tematiche dedicate a bambini e famiglie. Anche le casse verranno eliminate, con quattro operatori che ne hanno pagato il prezzo.

«Non c’è nessun allarme. Ho dato loro la mia parola che se dovesse andare bene il progetto , come auspico, saranno i primi a essere richiamati. Entro novembre sapremo l’andamento di questi cambiamenti» rassicura però l’amministratore delegato di Grand Tour Italia Piero Bagnasco.

La “rivoluzione” dell’ex Fico, tuttavia, non sta piacendo ai sindacati, che denunciano la mancanza di chiarezza e di confronto tra le parti. «Hanno licenziato quattro persone per soppressione del posto di lavoro. Se ne avessero licenziati cinque avrebbero dovuto aprire la procedura di licenziamento collettivo e di dialogo sindacale. Così facendo, invece, li mandano via individualmente, senza confronto con le parti, disattendendo gli accordi presi negli anni ai tavoli istituzionali anche rispetto alla tutela della quantità e della qualità del lavoro» puntualizza Sonia Sovilla, rappresentante di Filcams-Cgil.

I rappresentanti dei lavoratori temono che la catena di licenziamenti non si fermerà. Secondo loro, entro novembre verranno mandati via altri dipendenti (già passati dai 100 del periodo Fico ai 20 attuali). «È una situazione grave e inaccettabile – concludono – La Città metropolitana convochi i lavoratori. Anche perché gli accordi prevedevano un ruolo attivo del Comune sul sito fin dalla sua apertura che continua a rimanere assente».

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