Monghidoro non è più soltanto un piccolo centro dell’Appennino né semplicemente il paese natale di Gianni Morandi. Presto diventerà anche una canzone, destinata a entrare nella scaletta del nuovo tour dell’eterno ragazzo, al via il 15 aprile da Conegliano.
Lo Psyco di Monghidoro
L’annuncio è arrivato nello studio di Che tempo che fa, il programma televisivo di Fabio Fazio: il brano, inedito, è un regalo firmato Jovanotti all’amico di sempre. Collegato in video, Lorenzo Cherubini ha raccontato anche l’origine di un verso che cita il matto di Monghidoro, evocando Lucio Dalla, che amava affibbiare soprannomi e definiva Morandi lo Psyco di Monghidoro. «Aveva ragione -ha spiegato Jovanotti- perché Gianni è imprevedibile, capace di sorprendere anche in studio con intuizioni che sembrano arrivare da una zona dell’inconscio vicina alla follia». Poi la confessione: «Ho sempre sognato di essere Gianni Morandi. Un sogno folle».
I ricordi di Gianni Morandi
Il racconto si intreccia con i ricordi dello stesso Morandi, che torna all’infanzia tra le colline: «Ho visto nascere l’Autostrada del Sole, poco prima di Pian del Voglio. Allora vivevo a Monghidoro e tutto il traffico passava dalla Futa. Andammo a piedi a vedere quello ‘stradone nuovo’, quei piloni enormi». Un evento che cambiò le abitudini e il flusso di viaggiatori: «All’inizio tutti si fermavano, la piazza si riempiva per salutare i personaggi di passaggio, dal Papa a Claudio Villa fino a Tyrone Power. Poi l’interesse è calato, ma resta un luogo bellissimo».
«Mio padre calzolaio, mia madre casalinga»
Dalla sua storia familiare prende forma il racconto e nucleo narrativo del brano, che scivola poi tra immagini intime e simboliche: Gianni Morandi sotto il cartello stradale di Monghidoro, le colline dell’Appennino, gli alberi, le sessioni di prove in studio.
Nel corso della puntata arriva anche un’anteprima del brano: «Monghidoro, sull’Appennino fra Bologna e il nord. Amarcord». Un passaggio che Jovanotti definisce «un’autobiografia in musica», ammettendo con ironia una piccola imprecisione: «C’è un errore geografico, non sapevo che fosse a sud di Bologna. Ma non potevo cambiare la rima». Pronta la replica divertita di Morandi: «Dirò alla sindaca di spostarlo a nord».
Il lancio del tour celebrativo
L’occasione televisiva ha segnato anche il lancio del tour celebrativo legato a C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, che il 24 aprile farà tappa a Bologna, all’Unipol Arena. E tra aneddoti e memoria, riemerge anche un episodio del 1988: Morandi e Dalla in tour insieme, convinti di dominare le classifiche, salvo essere superati da un giovane Jovanotti con Gimme Five.
Tra passato e presente, tra soprannomi e canzoni, Monghidoro si prepara così a vivere una nuova stagione: da luogo della memoria a titolo di un brano che ne rilancia il nome, omaggiandolo e celebrandolo sui palchi di tutta Italia.
In collegamento con il figlio Tredici Pietro
Fazio durante la puntata ricorda l’esibizione condivisa con il figlio Tredici Pietro, momento che ha emozionato e commosso il padre che l’ha visto in streaming dall’Australia. È lo stesso Tredici Pietro, in collegamento video, a rivolgergli una domanda diretta: «La prima volta che ho cantato un mio pezzo trap, cosa hai pensato?».
Morandi risponde con sincerità e rivela di averlo scoperto per caso in Sardegna sul set de L’isola di Pietro, «quando ho sentito “Pizza e fichi” alla radio: era lui, e nessuno mi aveva detto nulla». Poi una riflessione sul talento e sul percorso artistico: «Gli ripeto sempre che quella della musica è una strada lunga. Ma è sveglio, ha intuizioni, è intelligente».

Gianni Morandi e Tredici Pietro serata delle cover del Festival di Sanremo 2026 (© RAI)
(Fonte: Il Resto del Carlino)
