Nato come occasione per valorizzare la figura di Ottorino Respighi e il patrimonio artistico lasciato dal grande compositore bolognese, il Festival Respighi ha progressivamente ampliato i propri confini, trasformandosi in una manifestazione capace di raccontare il rapporto tra musica, territorio e contemporaneità. Negli anni il progetto è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del panorama cittadino, dimostrando anche la capacità di Bologna di mettere in relazione realtà diverse tra loro e creare un dialogo tra istituzioni, artisti e luoghi simbolici della città. L’edizione 2026 prosegue lungo questa strada e propone un programma che guarda contemporaneamente al passato e al futuro. La musica classica resta il centro della manifestazione, ma attorno a essa prendono forma percorsi che coinvolgono altre discipline, linguaggi e sensibilità artistiche.

Piazza Maggiore, in pieno centro storico a Bologna (©Radiabo)
Da Piazza Maggiore partirà il viaggio musicale del Festival Respighi
L’anteprima della rassegna avrà un valore particolare perché si inserirà anche nel programma conclusivo del Bologna Portici Festival, unendo idealmente due grandi eventi che in queste settimane stanno animando la città. Piazza Maggiore ospiterà una serata che porterà sul palco i giovani talenti dell’Orchestra del Conservatorio Martini, diretti dal maestro Aldo Sisillo. Accanto a loro ci sarà il violoncellista Luigi Piovano, protagonista nell’esecuzione dell'”Adagio con variazioni”, una delle composizioni più significative scritte da Respighi per violoncello e orchestra.
Il programma musicale attraverserà differenti universi sonori, passando da autori come Wagner e Rossini fino a uno dei momenti emotivamente più attesi della serata: un omaggio a Lucio Dalla. Una scelta che assume un significato particolare nel contesto delle celebrazioni dedicate ai vent’anni dal riconoscimento di Bologna come Città Creativa della Musica Unesco, traguardo che proprio Dalla aveva celebrato anni fa nella stessa piazza. A guidare il pubblico durante l’evento saranno Gloria Campaner e Raul Cremona, in una formula che unisce racconto e musica.
Il Festival può parlare anche il linguaggio della contemporaneità?
Uno degli elementi più interessanti della manifestazione riguarda la volontà di superare i confini tradizionali della musica classica. Il programma infatti non si limita alla riproposizione del repertorio storico, ma prova a costruire incontri tra mondi differenti. Tra gli appuntamenti più attesi compare “Respighi elettrico”, evento che porterà sul palco la Toscanini Next diretta da Tiziano Popoli insieme a Emidio Clementi, scrittore e voce dei Massimo Volume. Un progetto che punta a creare un dialogo tra sonorità classiche e linguaggi contemporanei, dimostrando come anche la tradizione possa diventare terreno di sperimentazione.
