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Bologna, affitti +34% in sei anni: è la terza grande città italiana per rincari

Turismo a Bologna: Piazza del Nettuno
Piazza del Nettuno, Bologna (©Martina Mugnaini per Radiabo)

Bologna continua a occupare una delle prime posizioni nella classifica delle città più care in cui vivere in affitto. Tra il 2018 e il 2024 i canoni sono aumentati del 34,1%, una crescita che colloca il capoluogo emiliano al settimo posto in Italia e al terzo tra le grandi città, alle spalle soltanto di Firenze (+44,2%) e Milano (+41,1%). Un segnale di un mercato immobiliare ancora dinamico e attrattivo, ma sempre più difficile da sostenere per chi cerca casa.

Il rincaro non riguarda solo le metropoli

A inquadrare il fenomeno è un rapporto di Ifel, l’istituto di ricerca economica dell’Anci, che ha analizzato l’andamento degli affitti nei Comuni italiani. La mappa dell’emergenza abitativa mostra come il rincaro non riguardi soltanto le metropoli. Infatti, in testa alla graduatoria c’è infatti Gorizia, con un aumento del 63%, seguita da Vercelli (+46,5%). Subito dopo arrivano Firenze, Aosta (+42%), Milano, Potenza (+35,1%) e, appunto, Bologna.

Il canone medio è passato da 104,2 a 139,7 euro al metro quadrato all’anno

Nel capoluogo emiliano il canone medio è passato da 104,2 a 139,7 euro al metro quadrato all’anno. Tradotto concretamente, per un appartamento di 80 metri quadrati l’affitto medio è salito da 694 a 932 euro al mese: oltre 2.800 euro in più all’anno, passando da 8.336 a 11.179 euro. Un aumento consistente che si è verificato nonostante l’offerta sia cresciuta, con le abitazioni in locazione aumentate da circa 20mila a 24mila.

Se i livelli assoluti restano inferiori rispetto a Firenze e Milano, dove per un appartamento della stessa dimensione servono rispettivamente circa 1.300 e 1.340 euro al mese, Bologna sta però riducendo il divario. I canoni crescono infatti a un ritmo superiore rispetto a città come Roma, Torino, Napoli e Venezia, confermando una fase di trasformazione che la avvicina progressivamente ai mercati immobiliari più costosi del Paese.

L’incremento riguarda anche Ravenna e Modena

L’incremento riguarda anche il resto dell’Emilia-Romagna. La città di Ravenna è tredicesima nella classifica nazionale con un +31,9%, mentre Modena segue al quattordicesimo posto con un +31,3%.

Nel primo semestre è stato registrato già un aumento del 2,6% su base annua

L’ultimo Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma conferma che tuttavia rimane Bologna a concentrare le tensioni più evidenti. Nel primo semestre del 2026, non a caso, i canoni hanno registrato un ulteriore aumento dell’1% rispetto a gennaio e del 2,6% su base annua. Parallelamente, però, si allungano i tempi necessari per trovare un inquilino. Dai circa 45 giorni di novembre 2025 si è passati agli attuali due mesi e mezzo.

La richiesta continua a superare l’offerta

Secondo Nomisma, non si tratta di un calo della domanda. Al contrario, in un territorio dove la richiesta continua storicamente a superare l’offerta, il rallentamento segnala che il mercato sta raggiungendo il limite della sostenibilità economica. Sempre più spesso, infatti, trovare famiglie o lavoratori in grado di sostenere i nuovi canoni richiede tempi più lunghi.

Un quadro che trova riscontro anche nell’esperienza del Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil. «Rispetto a qualche anno fa aumentano gli sfratti per finita locazione – spiega il segretario Francesco Rienzi –. Succede quando, alla scadenza del contratto, il proprietario chiede un aumento che l’inquilino non riesce a sostenere. Ci sono casi in cui l’affitto passa da 500 a 800 euro al mese, ma anche canoni che raddoppiano. In questo modo lavoratori e famiglie vengono progressivamente espulsi dalla città».

(Fonte: Repubblica, Marco Bettazzi)

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