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Giuseppe Barilli, più noto come Quirico Filopanti

Nato a Budrio col nome di Giuseppe Barilli, Quirico Filopanti è una figura estremamente particolare e avvincente della storia della nostra città. A partire dalla scelta di usare uno pseudonimo, fino alle scoperte passando dall’amore per la Repubblica e l’Italia.

Quirico Filopanti
Quirico Filopanti

Uno dei nostri concittadini famosi è senza dubbio Quirico Filopanti (1812-1894), che in realtà è lo pseudonimo di Giuseppe Barilli, nato a Budrio, e forse non tutti i bolognesi sanno quanto sia stato importante.

Giuseppe Barilli si distingue subito alla scuola parrocchiale per l’attitudine agli studi di matematica. Il 3 luglio 1834 si laurea brillantemente in Matematica e Filosofia presso l’Università di Bologna, grazie al sostegno economico del Consiglio delle Comunità che, in seguito a una deliberazione straordinaria mai prima adottata, decide di fargli continuare gli studi a spese del Comune di Budrio. Continuerà a studiare Ingegneria meccanica ed Idraulica.

Nel 1835, proprio a Budrio, tiene la prima conferenza pubblica, pronunciata su invito della deputazione delle scuole in occasione della premiazione degli alunni, che diventerà la sua prima opera a stampa: “Dell’influenza delle arti e delle scienze sull’incivilimento e di questo sul migliore stato della società” (Firenze, 1836).

Quirico Filopanti

Quirico Filopanti (© Wikipedia)

Quirico Filopanti, eclettico e affascinante uomo ottocentesco

Eclettica ed affascinante figura di filantropo ottocentesco, fu anche grande esperto e docente di idraulica, matematico, filosofo.

Fu il primo che ebbe l’idea dei fusi orari, ora adottati in tutto il mondo. Come docente di idraulica ideò una metodologia per contenere la fuoriuscita delle acque in occasione di rottura degli argini dei fiumi: la “paltelata”, un sistema di pali e tele per diminuire e rallentare gli allagamenti.

Già nel 1836, tra prove ed esperimenti di applicazione pratica di principi tecnici, aveva inventato uno speciale tipo di idrometro.

Fusi Orari Quirico Filopanti

Fusi Orari Filopanti (Mostra Archiginnasio – Miranda! Quirico Filopanti e il tempo dell’esilio)

Patriota presente amante della Repubblica

Adottò lo pseudonimo Quirico Filopanti per avere un nome che significasse “il romano che vuol bene a tutti”. Ardente patriota mazziniano, fu segretario dell’Assemblea Costituente della Repubblica Romana e in quella veste, redasse la prima risoluzione di quella assemblea: “Il Decreto fondamentale”.

Alla caduta della Repubblica Romana accolse, solo, le truppe francesi protestando e deprecando che fossero proprio i soldati di una Repubblica ad abbattere un’altra Repubblica!

Fu prima esule in America come ospite di Meucci, con Garibaldi a far candele, e poi a Londra. Tornato in Italia rinunciò alla cattedra perché non voleva giurare fedeltà al re. Partecipò, a più di 50 anni, alla Terza Guerra di Indipendenza e alla spedizione garibaldina di Mentana.

In seguito, divenne Deputato nelle file dei Repubblicani.

La statua di Quirico Filopanti a Budrio

La statua di Quirico Filopanti a Budrio (Budrio Welcome)

Quirico Filopanti, un personaggio particolare

Fu popolarissimo per le sue lezioni all’aperto di astronomia e cultura varia, allo Sferisterio o dal balcone del Podestà; vero antesignano delle Università popolari.

Incontenibile nella sua generosità e nei suoi entusiasmi, fu soggetto a tantissime critiche da parte dei “benpensanti”, che tuttavia non potendolo attaccare da nessun lato, si limitavano a porre in evidenza i lati più folcloristici della sua “originalità”.

Riccardo Bacchelli, che pure lo critica benevolmente e un po’ lo prende in giro, dice di lui ne “Il Mulino del Po’”:
Uno del quale convien rispettare la bontà gentile, che egli visse profonda e caritatevole veramente nell’animo; e l’onestà specchiata; e la nobile povertà, a sé frugale quanto altrui prodiga, e il coraggio schietto, e la fedeltà animosa delle idee e degli atti […] e del Filopanti fu rispettabile ed ammirevole a singolarità umanissima ed intrepida che lo mischiava, intrepido ed inerme nelle battaglie garibaldine ad offrire il suo, non a spargere l’altrui sangue […] esser lui stato il semplice, l’innocente, il Pazzerello del Risorgimento”.

Morì poverissimo all’ospedale Maggiore di Bologna, dove la stanza gli era pagata dagli amici. Come un santo laico. Budrio gli ha dedicato la piazza principale ed un monumento; Bologna il viale fra Porta San Donato e Porta San Vitale.

E tu cosa ne pensi?

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