Si è conclusa ieri la quinta edizione del Festival C’è + Gusto, una due giorni dedicata al cibo andata in scena tra le mura di Palazzo Re Enzo, in pieno centro storico a Bologna. Come riportato da Simone Monari sull’edizione odierna di Repubblica, la rassegna ha riscosso un grandissimo successo sia a livello di pubblico che di engagement, con una lunga serie di iniziative organizzate per attirare l’attenzione sulle nuove sfide del settore culinario.
Cucina ma non solo: al Festival C’è + Gusto di Bologna il cibo incontra temi attuali come la cultura, l’etica e la tradizione
Anche i numeri stanno a testimoniare il successo del festival. Gli incontri in programma sono stati 99, tra dialoghi e masterclass che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Grande affluenza anche per l’Arena della pizza, il Teatro del Gusto e il Mercato. 103, invece, gli ospiti, compresi chef, sommelier, content creator, imprenditori del settore enogastronomico, artigiani, produttori e giornalisti.
Una vera e propria community, insomma, che il cibo lo vuole comprendere a fondo. I motivi di questa passione sono svariati: alcuni vogliono celebrare la buona cucina, quella che porta in tavola alimenti sani e gustosi tramandati dalle tradizioni, altri considerano invece il cibo come un tratto d’unione tra le varie culture. «La cucina è la lingua più diffusa al mondo, racconta chi la fa in virtù del suo legame con la terra e con chi la abita e per fortuna è un racconto di continue contaminazioni. Non sopporto chi la separa dalla cultura» dice Cristiano Tomei, proprietario di un ristorante a Lucca.
«Dietro i bimbi c’è il ritratto dei genitori. Conoscere il cibo di altre culture è fondamentale per accettarsi e dobbiamo essere grati alla scuola che propone anche menù alternativi – spiega invece Marino Niola, antropologo – Dietro al rifiuto del cibo c’è il rifiuto di chi lo mangia e di chi lo prepara. Per quello dico che spesso le mense scolastiche sono un rito di passaggio, un autentico svezzamento, perché la loro alimentazione fa uscire di casa i ragazzi portandoli in società».
LEGGI ANCHE: Bologna, ecco il dilemma del tortellino a 72 euro al chilo
