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Aggressioni a medici e infermieri al Pronto soccorso: Sant’Orsola nel caos

Escalation di violenza al Policlinico bolognese: calci, pugni e un tentato strangolamento. Sindacati e politica chiedono misure urgenti per garantire sicurezza agli operatori sanitari

L'ingresso esterno al Policlinico Sant'Orsola
L'ingresso esterno del Policlinico Sant'Orsola (© Foto Paolo Righi/Meridiana Immagini. Tratta dal sito ufficiale del Policlinico Sant'Orsola)

Il pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola torna al centro dell’attenzione per una nuova emergenza: la sicurezza del personale sanitario. Negli ultimi giorni, infatti, si sono moltiplicati episodi di violenza ai danni di medici e infermieri, con un bilancio che sindacati e operatori definiscono ormai allarmante. L’episodio più grave si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì, quando un’infermiera di 33 anni sarebbe stata aggredita da un paziente che l’avrebbe afferrata al collo, tentando di strangolarla. Solo il tempestivo intervento dei colleghi ha evitato conseguenze peggiori. Per la donna, fortunatamente, una prognosi di 15 giorni.

Una spirale di violenza sempre più frequente

Secondo quanto denunciato dalla Cisl Funzione Pubblica, non si tratterebbe di un caso isolato. La segretaria aziendale del Sant’Orsola, Caterina Saponaro, ha evidenziato come le aggressioni siano diventate sempre più frequenti. Solo mercoledì, tre operatori sanitari sarebbero stati colpiti con calci da giovani pazienti con presunto abuso di sostanze, mentre un infermiere avrebbe evitato due pugni sferrati da una persona in forte stato di agitazione. Il giorno successivo, inoltre, si è reso necessario anche l’intervento delle forze dell’ordine per gestire un’ulteriore situazione critica. Per la Cisl, il quadro è chiaro: non si può più parlare di singoli episodi sporadici, ma di una vera escalation di violenza che sta trasformando i luoghi di cura in ambienti di rischio per chi vi lavora quotidianamente.

Servono misure immediate?

Le organizzazioni sindacali chiedono risposte concrete. Tra le priorità indicate emergono l’aumento del personale, il rafforzamento dei sistemi di sicurezza, protocolli di intervento più efficaci e una presenza più costante delle forze dell’ordine nei contesti più delicati. Anche il Nursind lancia l’allarme. La segretaria provinciale Antonella Rodigliano sottolinea che le misure finora adottate non sono bastate, mentre il dirigente territoriale Dario Antichi ricorda come siano soprattutto gli infermieri a risultare maggiormente esposti.

La risposta del Policlinico Sant’Orsola e della politica

Dal Policlinico Sant’Orsola è arrivata una ferma condanna delle aggressioni. L’azienda sanitaria ha confermato di aver attivato tutte le procedure previste, comprese le denunce alle autorità competenti, garantendo supporto ai professionisti coinvolti. Inoltre, il Sant’Orsola ha annunciato che si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti giudiziari. Anche dal fronte politico arrivano richieste di intervento. La consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti, ha ribadito la necessità di misure immediate, invitando la Regione a potenziare i presidi di sicurezza.

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