È arrivato giugno, il mese in cui i Giardini Margherita ormai da 44 anni ospitano il “Torneo Walter Bussolari” ed è quindi il momento giusto per recuperare il podcast di “Tutta mia è la città” di Marco Tarozzi in cui si è reso omaggio ad Andrea Tattini, per tutta Bologna noto semplicemente come il “Tatto”.
La trasmissione è originariamente andata in onda per l’inaugurazione vicino al Paladozza del playground intitolato ad Andrea Tattini, Nonostante non abbia mai calcato i parquet della Serie A, il Tatto è stato un simbolo indiscusso del basket di strada, un idolo delle Minors e il sovrano assoluto dei Giardini Margherita.
La leggenda del Tatto: tra basket e calcio
Andrea Tattini era un atleta fuori dal comune, capace, nonostante i suoi 183 cm, di schiacciare con due palloni contemporaneamente. La sua fama è legata anche a un’impresa da Guinness: in una domenica del 1980, riuscì a conquistare due promozioni nello stesso giorno, prima come mediano su un campo di calcio e poi come stella del basket a Castel San Pietro. Questo spirito agonistico pulito e la capacità di passare da uno sport all’altro lo rendevano un “agonista puro”, lontano dalle furbizie e guidato solo dalla passione.
Andrea Tattini: Valori oltre la tecnica
Ciò che ha reso il Tatto una leggenda a Bologna non è stata solo la sua abilità atletica, ma l’eredità umana lasciata a generazioni di sportivi. Come ricordato dalla compagna Luana Ravaglia e da amici come Adam Filippi, Tatto diceva spesso di non avere grandi tecniche da insegnare, ma di voler trasmettere passione, rispetto e valori. Il ché non sembra affatto poco al giorno d’oggi. Anzi.

Targa in onore di Andrea “Tatto” Tattini nel “suo” playground (Immagine tratta dal profilo Facebook del Sindaco Matteo Lepore)
Una vita di sfide e resilienza
La storia di Andrea Tattini è anche una storia di straordinaria forza d’animo. Diabetico fin da ragazzo, definiva ironicamente l’insulina il suo “doping”, ha affrontato negli anni tumori, amputazioni e un ictus senza mai lamentarsi. La sua positività era contagiosa: anche in carrozzina, non smetteva di seguire i suoi ragazzi e di frequentare i campi.
Il suo legame con la città è stato testimoniato anche dal portiere del Bologna, Federico Ravaglia, che ha scelto di indossare il numero 13 sulle spalle in onore del Tatto, considerato un secondo padre e un punto di riferimento fondamentale nella sua crescita di sportivo.
Un’eredità per il futuro di Basket City
Il playground al Paladozza non è solo un tributo alla memoria, ma un investimento per il futuro. Grazie all’iniziativa di Salvatore Ligregni e al patrocinio del Comune, Bologna ritrova un luogo di aggregazione che incarna lo spirito genuino della città “di una volta”. Un posto dove, come diceva il Tatto, conta la voglia di mettersi in gioco perché “se fai le cose controvoglia è meglio che stai a casa”.
