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Bologna, guerriglia Fakir: ecco lo sportello per i commercianti colpiti

I commercianti del centro storico chiedono garanzie dopo le devastazioni della manifestazione: Ascom e Cna coordinano i primi interventi di sostegno legale ed economico per gli esercenti.

Guerriglia Fakir
Immagine generata con AI (@Radiabo)

A Bologna, all’indomani degli scontri per la morte di Abderrahim Fakir, le associazioni di categoria hanno istituito uno sportello d’ascolto per le attività devastate dalla guerriglia urbana.

Le ore di violenze nel centro cittadino hanno lasciato sul campo ingenti danni materiali ed esercenti in grave difficoltà, spingendo i rappresentanti dei commercianti a coordinare un’azione rapida di supporto.

Il piano Ascom

Sulle proprie pagine, Il Resto del Carlino fa il punto sulle risposte del tessuto economico cittadino.

Confcommercio Ascom ha infatti attivato un punto di ascolto dedicato a commercianti, ristoratori e professionisti colpiti.

Come spiega il vicepresidente vicario Valentino Di Pisa, l’iniziativa «nasce dalla volontà di offrire una risposta immediata […] alle attività economiche e professionali coinvolte, raccogliendo in maniera ordinata e puntuale le denunce e le segnalazioni relative ai danni subiti».

L’obiettivo è quello di tracciare un bilancio completo, valutando sia le devastazioni materiali sia i mancati guadagni derivanti dalle chiusure forzate.

A ciò si aggiunge il supporto della Fipe e di Federmoda: Roberto Melloni, presidente di FIPE-Confcommercio Bologna, promette «un servizio di assistenza e patrocinio legale per valutare le possibili iniziative da intraprendere […] e un’assistenza assicurativa gratuita per verificare le coperture», mentre Marco Cremonini, presidente di Federmoda, assicura che si farà portavoce presso le istituzioni per richiedere «misure straordinarie di sostegno».

CNA e Comune in campo: «Imprenditori vittime indirette»

Anche la Cna condanna fermamente le violenze, definendo gli imprenditori «vittime indirette» degli scontri.

Il presidente di Cna area Città Bologna, Salvatore Vrenna, unitamente a Giordano Bianconi (Cna Fita), ribadisce con forza che «chi lavora e tiene aperta ogni giorno un’attività economica non può diventare la vittima indiretta di episodi di violenza che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare. […] Non possiamo tacere la nuova spirale di violenza che ha interessato il centro».

Nel frattempo si muove anche l’amministrazione comunale: l’assessora Guidone ha avviato i primi contatti con le categorie e con gli esercenti danneggiati per raccogliere le segnalazioni e coordinare gli interventi di ripristino.

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