
Museo Civico MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna – Galleria d’Arte Moderna (Roberto Serra / Iguana)
Il rientro dell'”Estasi di Santa Cecilia” di Raffaello alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dopo il prestito al Metropolitan Museum di New York per una mostra dedicata al maestro rinascimentale, ha riaperto il confronto sul rapporto tra turismo e patrimonio artistico cittadino. A intervenire è stato il Comitato Bologna Storica e Artistica. Questa, attraverso i propri canali social ha criticato il fatto che l’interesse verso uno dei capolavori della città sembri riaccendersi soltanto quando l’opera viene esposta all’estero. Invece, una volta tornata nella sua sede abituale continua a essere poco visitata.
Perché i musei a Bologna restano ai margini?
Secondo il segretario del Comitato, Antonio Buitoni, il problema non riguarda il valore delle collezioni bolognesi. Quanto, piuttosto, il modo in cui viene promosso il turismo. A suo giudizio, molti itinerari privilegerebbero tappe considerate più attrattive dal grande pubblico, come i luoghi simbolo del centro storico o le esperienze legate alla gastronomia, lasciando invece in secondo piano musei e pinacoteche. Da qui la richiesta di una maggiore collaborazione tra gli enti che si occupano della promozione turistica e le istituzioni museali. Così, si può inserire con più decisione i grandi capolavori cittadini nei percorsi dedicati ai visitatori.
Una città che cambia volto
Il Comitato sottolinea inoltre come Bologna stia vivendo una trasformazione della propria identità. Se da un lato il turismo rappresenta una risorsa importante, dall’altro cresce la preoccupazione per un modello sempre più orientato a visite rapide e alla dimensione enogastronomica. Una tendenza che rischia di oscurare il patrimonio storico e artistico che ha reso la città un punto di riferimento culturale nel panorama italiano.
Tra gli esempi citati c’è anche l’Archiginnasio, che continua ad attirare un numero elevato di visitatori, a differenza di molti musei cittadini. Per il Comitato il tema non riguarda soltanto l’affluenza, ma la necessità di costruire una strategia condivisa capace di valorizzare in maniera equilibrata tutte le ricchezze del territorio.
