Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Bologna, il tesoro dell’Alma Mater: gli studenti universitari valgono 2 milioni al giorno

Gli studenti di UniBo portano nelle casse del capoluogo emiliano due milioni di euro al giorno

Il tesoro degli studenti dell'Alma Mater di Bologna
Fonte immagine: Depositphotos

Per la città di Bologna gli universitari sono una vera e propria fonte di reddito: come evidenziato in un articolo di Caterina Giusberti pubblicato su Repubblica, gli studenti dell’Alma Mater (e in particolare i fuorisede) arrivano a valere due milioni di euro al giorno tra affitti, bollette, spesa e svago. Un tesoro importantissimo per il capoluogo emiliano e per le altre città della Romagna in cui sorgono i campus di UniBo.

Alloggio, spesa, svaghi vari: gli studenti dell’Alma Mater di Bologna fruttano centinaia di milioni di euro ogni anno

Gli studenti che frequentano l’Università di Bologna e i campus di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena fruttano al territorio centinaia di migliaia di euro ogni giorno. La spesa più grossa riguarda l’alloggio: tra affitto (tra i più cari d’Italia), bollette e costi extra per la casa si arriva a spendere in media 5.800 euro l’anno. A seguire troviamo i costi della spesa per gli alimentari, che arrivano a 2.800 euro annuali. La ristorazione e l’alimentazione fuori casa in bar, pizzerie od osterie tocca i 1.800 euro in media. Ci sono poi le spese aggiuntive, ovvero quelle per trasporti, servizi sanitari, attività sportive, sigarette e tatuaggi.

Evento Referendum Giustizia (©UniBo)

Ingresso della facoltà di Giurisprudenza (©UniBo)

In generale, nel corso del 2025 gli studenti di UniBo hanno fruttato ben 808 milioni di euro: 629 alla sola provincia di Bologna, gli altri 179 alle altre città romagnole. Per Bologna si tratta di un introito fondamentale, che equivale al 2,3% del Pil provinciale. Notevole anche l’impatto economico dovuto ai pendolari, che dal canto loro portano quasi 5.000 euro all’anno.

L’Alma Mater si conferma un’eccellenza del nostro territorio dal punto di vista dell’istruzione. Gli universitari sono risorse «che restano per gran parte nel territorio e che contribuiscono alla vita economica locale», ha scritto l’ateneo.

LEGGI ANCHE: La Garisenda resta fuori dal sito Unesco: Icomos boccia il piano del Comune

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *