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Bonus fino a 15mila euro per chi assume in Appennino, ma resta l’incognita Gaggio Tech

In arrivo un bando da due milioni di euro per incentivare l’occupazione nelle aree montane. Sullo sfondo, però, continua l’incertezza per gli ex lavoratori della Saga Coffee, che attendono ancora una svolta.

LAVORO IA - Bonus

La Regione Emilia-Romagna prova a dare nuovo impulso allo sviluppo dell’Appennino con un piano di incentivi e bonus destinato alle imprese che investiranno sul territorio. Entro settembre sarà pubblicato un bando da due milioni di euro che prevede contributi fino a 15mila euro per ogni assunzione a tempo pieno di lavoratori disoccupati o inoccupati negli stabilimenti produttivi situati nei comuni montani. La misura sarà aperta anche alle grandi aziende e punta a rendere più competitivo un territorio che da anni deve fare i conti con lo spopolamento e la perdita di opportunità lavorative.

Lavoro

Immagine generata con AI (@Radiabo)

Quale modello di sviluppo con questi bonus?

Secondo il presidente Michele de Pascale e il vicepresidente Vincenzo Colla, il rilancio dell’Appennino passa innanzitutto dalla creazione di occupazione stabile. La strategia regionale guarda a un modello industriale diverso rispetto a quello della pianura, privilegiando comparti come la manifattura leggera, la meccatronica di precisione, il biomedicale e le produzioni ad alto contenuto tecnologico. L’obiettivo è sfruttare strumenti come la banda larga e l’industria 4.0 per attrarre nuove realtà produttive e rafforzare quelle già presenti.

L’emergenza Gaggio Tech resta irrisolta

L’annuncio degli incentivi arriva però mentre continua la difficile situazione della Gaggio Tech, ex Saga Coffee di Gaggio Montano. Per gli 85 lavoratori coinvolti nella vertenza la prospettiva resta incerta: dal primo settembre, infatti, terminerà la cassa integrazione e sarà necessario ricorrere alla Naspi.

Le richieste del territorio

Nel corso dell’assemblea organizzata dalla Fiom è stato riconosciuto il valore dell’iniziativa regionale, ma è emersa anche la necessità di affiancare agli incentivi interventi più strutturali. Il sindacato continua infatti a chiedere l’istituzione degli “Stati generali dell’Appennino”, un tavolo permanente tra istituzioni, imprese e parti sociali per affrontare le criticità del territorio. Tra le proposte avanzate figura anche il riconoscimento della montagna bolognese come zona economica speciale, misura ritenuta strategica per favorire nuovi investimenti e offrire prospettive concrete alle aziende e ai lavoratori.

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