Cinque concerti-evento, un palco monumentale e migliaia di spettatori. Ma dietro il ritorno di Cesare Cremonini negli spazi monumentali del Circo Massimo di Roma si nasconde molto più di un nuovo tour. Il cantautore bolognese, infatti, ha trasformato il debutto del suo nuovo percorso live in un momento di riflessione personale e artistica, annunciando un cambio di direzione che sembra segnare una svolta nella sua carriera.Davanti al pubblico romano, Cremonini ha raccontato di aver attraversato una fase complessa che lo ha portato a rivedere il proprio modo di vivere la musica e il successo. Un percorso che, nelle sue parole, ha coinciso con una trasformazione profonda.
«Ho ucciso Ziggy», ha scherzato, richiamando il celebre alter ego creato da David Bowie. Un’immagine simbolica per raccontare un passaggio personale: lasciarsi alle spalle una fase per aprirne un’altra.
Un nuovo disco all’orizzonte?
L’artista ha confermato di avere già terminato un nuovo progetto discografico, previsto per l’autunno. E dalle anticipazioni emerge chiaramente la volontà di rompere con il recente passato.«Ho pronto un nuovo disco che uscirà in autunno», ha spiegato. «Sarà rock’n’roll nel senso più autentico del termine: nato, costruito e suonato interamente in sala d’incisione, a Londra, nello studio di Damon Albarn, un luogo che ha contribuito a dargli una forte identità artistica. Lo dico subito, un disco di rottura».
Perché dire addio ai “kolossal”?
I grandi numeri, assicura Cremonini, non bastano da soli a definire un percorso artistico. L’artista sembra voler prendere le distanze dall’idea che il successo passi obbligatoriamente attraverso stadi e grandi arene.«La prima regola dovrebbe essere quella di rinunciare a qualcosa per restare fedeli al piacere vero della musica», ha spiegato. Una posizione che appare quasi controcorrente in un settore sempre più orientato verso produzioni gigantesche e record di presenze. Eppure il suo attuale spettacolo resta imponente: nuove tecnologie sceniche, effetti luminosi, laser e scenografie immersive trasformano ogni concerto in un’esperienza visiva costruita nei dettagli.
Il sax come rinascita personale
Tra le rivelazioni più intime condivise dall’artista c’è anche il rapporto con il sassofono, diventato negli ultimi mesi un elemento centrale della sua quotidianità. «Negli ultimi mesi mi sono appassionato al sassofono», ha raccontato. «Il sax mi ha soccorso in un momento complesso e delicato, in cui ero in difficoltà. Mi ha dato metodo e ossessione». Uno strumento che, oltre ad accompagnarlo sul palco, sembra aver rappresentato un punto di equilibrio durante un periodo personale delicato. Mentre il tour proseguirà tra Milano, Imola e Firenze, il futuro di Cremonini sembra dunque già prendere forma: meno gigantismo, più ricerca musicale. E forse un nuovo inizio.
