A Bologna prende forma un nuovo tassello della sanità territoriale emiliano-romagnola. All’interno del policlinico Sant’Orsola, nel padiglione di via Palagi 9, è stato inaugurato il primo Ospedale di comunità del capoluogo, struttura pensata per accogliere pazienti fragili, cronici o con necessità assistenziali a bassa intensità clinica. Un presidio che punta a diventare un punto intermedio tra il ricovero ospedaliero tradizionale e il ritorno a casa, contribuendo allo stesso tempo a ridurre la pressione sui pronto soccorso e sui reparti più complessi.
L’Osco dispone di 18 posti letto, suddivisi tra camere doppie e singole, ed è destinato a persone che non necessitano più di cure ospedaliere acute ma che, al tempo stesso, non possono ancora rientrare al domicilio in piena sicurezza. L’obiettivo è anche quello di limitare i ricoveri impropri nelle strutture ad alta intensità di cura, favorendo percorsi sanitari più adeguati alle esigenze dei pazienti.
Assistenza continua e approccio multidisciplinare
La struttura resterà operativa sette giorni su sette, 24 ore su 24, grazie a un’organizzazione che coinvolgerà medici dell’assistenza primaria, infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti. Prevista inoltre la collaborazione con la continuità assistenziale nelle ore notturne e nei momenti in cui non sarà presente il medico in sede. Accanto agli spazi destinati alla degenza, il nuovo ospedale comprende anche ambienti dedicati alla riabilitazione motoria e aree comuni pensate per il benessere e la socialità dei pazienti. Un modello che punta non soltanto alla cura clinica, ma anche alla qualità della permanenza e al recupero dell’autonomia.
Durante l’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi e le direttrici generali di Ausl Bologna e Sant’Orsola, Anna Maria Petrini e Chiara Gibertoni.
De Pascale: «Nuovi servizi e nuove risposte per i cittadini di Bologna»
Nel corso della presentazione, Michele de Pascale ha definito l’Osco «il primo Ospedale di comunità di una lunga serie», sottolineando come la rete territoriale regionale stia entrando concretamente nella sua fase operativa. Il governatore ha evidenziato il valore del lavoro multiprofessionale e il ruolo centrale degli infermieri all’interno del nuovo modello sanitario. «L’Emilia-Romagna è in prima fila nella difesa della sanità pubblica — ha dichiarato de Pascale — ma qui non parliamo di difesa, parliamo di attacco: apertura di nuovi servizi, nuove opportunità, nuove risposte per i cittadini».
“Una nuova era per la sanità bolognese”
Sulla stessa linea anche il sindaco Matteo Lepore, che ha parlato di «una nuova era per la sanità bolognese», soprattutto per quanto riguarda il collegamento tra assistenza sanitaria e welfare territoriale. I posti letto inaugurati al Sant’Orsola, ha spiegato il primo cittadino, rappresentano soltanto il primo passo di una rete destinata ad ampliarsi nei prossimi anni. La realizzazione della struttura è stata finanziata attraverso fondi del Pnrr, con un investimento complessivo di circa 2,3 milioni di euro. Gli interventi hanno interessato circa 800 metri quadrati del padiglione Palagi.
