Continua il periodo di tensione nel settore dei carburanti con i benzinai che minacciano lo sciopero e la fine, prevista per oggi 4 luglio, della fine degli sconti sulle accise fanno temere nuovi rincari. Il Governo si trova quindi a dover gestire il malcontento dei consumatori e la richiesta di una riforma strutturale da parte dei benzinai. Un problema nazionale, che chiaramente pesa anche su Bologna e l’Emilia-Romagna.
La protesta dei benzinai: “O riforma o sciopero”
Secondo quanto riportato anche da “la Repubblica” nell’articolo di Giuseppe Colombo, le organizzazioni dei gestori, Faib e Fegica, hanno lanciato un ultimatum: senza la presentazione immediata del disegno di legge sulla riforma del settore, gli impianti potrebbero vedere uno sciopero e di conseguenza una chiusura prolungata. I gestori chiedono regole certe per eliminare le speculazioni.
Cosa prevede il piano del Governo
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, ha parlato di una riforma in procinto di approdare in Consiglio dei Ministri, i cui punti chiave sarebbero i seguenti:
- Razionalizzazione della rete: incentivi per la chiusura dei distributori inefficienti.
- Ammodernamento: fondi per la riconversione degli impianti, con l’installazione di colonnine per la ricarica elettrica veloce.
- Tracciabilità: misure più severe per contrastare le frodi fiscali.
Stop agli sconti sulle accise sui carburanti e rincari attesi alla pompa
Parallelamente alla riforma, si registra lo stop ai tagli delle accise, che non sono stati prorogati dal Governo. Secondo il ministro Urso, la scelta è dettata dal calo dei prezzi industriali registrato nell’ultimo periodo.
Tuttavia, l’Unione Nazionale Consumatori stima che un pieno da 50 litri costerà oltre 3 euro in più, con il rischio che il gasolio superi nuovamente la soglia psicologica dei 2 euro in autostrada. Il Governo si è detto comunque pronto a intervenire nuovamente qualora lo scenario internazionale dovesse portare a nuovi picchi ingiustificati.
