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Cronache

Estragon condannato dalla Corte dei Conti: «Contributi pubblici ricevuti senza requisiti»

La cooperativa avrebbe ottenuto fondi pubblici tra il 2019 e il 2022 nonostante una situazione debitoria significativa nei confronti del Comune di Bologna.

Estragon - RadiaBo
Estragon - RadiaBo

Una sentenza destinata a lasciare strascichi politici e amministrativi a Bologna. La Corte dei Conti ha condannato la cooperativa Estragon e il suo legale rappresentante Lele Roveri al risarcimento di oltre 66mila euro nei confronti del Comune, dopo aver accertato l’irregolare partecipazione a diversi bandi pubblici tra il 2019 e il 2022. Secondo i giudici contabili, la società avrebbe ottenuto contributi economici pur trovandosi in una situazione debitoria nei confronti di Palazzo d’Accursio. Questa, legata a tributi non versati come Tari, Tarsu e Tares. La pronuncia coinvolge anche due dirigenti comunali, Osvaldo Panaro e Giorgia Boldrini, ritenuti responsabili di non aver effettuato i controlli preventivi necessari prima dell’erogazione dei fondi pubblici. Per loro è stato disposto un risarcimento complessivo di 33mila euro.

Estragon – Nel mirino Bologna Estate, Incredibol e i finanziamenti alla cultura

L’indagine della magistratura contabile nasce da una serie di domande di partecipazione ai bandi presentate da Estragon nell’arco di tre anni. Tra i contributi contestati figurano quelli legati ai progetti culturali di Bologna Estate 2020, 2021 e 2022. E, inoltre, ai finanziamenti ottenuti attraverso il progetto Incredibol e altre iniziative dedicate alle industrie culturali e creative dell’Emilia-Romagna. Secondo la Corte dei Conti, la cooperativa non avrebbe potuto accedere a quei fondi pubblici perché priva di un requisito essenziale: la regolarità nei confronti del Comune.

I debiti tributari accumulati oscillavano infatti tra i 30mila e i 40mila euro. E questi rappresentavano una condizione incompatibile con l’assegnazione dei contributi. Come riportato da Il Resto del Carlino, i giudici parlano apertamente di «danno erariale», sottolineando come le somme ottenute siano state riconosciute in modo indebito. Il totale comprende sia i contributi effettivamente liquidati sia quelli successivamente compensati con parte dei debiti fiscali della cooperativa.

Le contestazioni a Lele Roveri – La Corte parla di omissioni e comunicazioni non corrette

Il quadro più pesante riguarda proprio Lele Roveri, storico referente di Estragon e figura nota anche per il suo ruolo nell’organizzazione della Festa provinciale dell’Unità. Secondo quanto emerso dagli accertamenti del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, Roveri avrebbe omesso di comunicare la reale situazione debitoria della cooperativa durante la partecipazione ai bandi. La sentenza evidenzia «false o omesse comunicazioni di insussistenza di debiti tributari», elemento che avrebbe consentito alla società di ottenere finanziamenti ai quali non avrebbe avuto diritto.

Condannati anche due dirigenti per mancati controlli

La decisione della magistratura contabile non si limita però alla cooperativa. Nel mirino finiscono anche i dirigenti del Settore Cultura del Comune di Bologna che, secondo i giudici, avrebbero agito con «grave negligenza e noncuranza». Osvaldo Panaro e Giorgia Boldrini, che si sono alternati alla guida del settore nel periodo preso in esame, sono stati condannati per non aver verificato adeguatamente la posizione debitoria della società prima dell’assegnazione dei contributi. In particolare, la sentenza sottolinea come Boldrini fosse venuta a conoscenza della morosità della cooperativa già durante la fase di liquidazione di uno dei primi progetti finanziati, senza però procedere all’esclusione di Estragon dai bandi successivi.

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