In controtendenza con le molte edicole che decidono di chiudere anche a causa della proliferazione di testate online, l’edicola Carella in Porta San Vitale a Bologna sta invece per riaprire. A riportarlo è Giovanni Di Caprio in un pezzo comparso sul numero odierno del quotidiano Il Resto del Carlino.
L’ex edicola Carella rialzerà presto la serranda sotto il nome di Fuori Pagina: a gestirla il giovane imprenditore Francesco Lombardo e un team multidisciplinare di trentenni
L’ex edicola Carella, chiusa nell’aprile del 2025, rialzerà la serranda il prossimo 28 maggio con un nuovo nome e un format totalmente nuovo. Si tratta di una scelta controcorrente che decide di sfruttare un punto d’informazione storico per il quartiere. Quello che colpisce ancora di più è il fatto che la bottega è stata presa in gestione da un gruppo di giovani. A rilevarla è stato il 30enne Francesco Lombardo, che sarà affiancato da un’altra ventina di Under 35. Il nuovo progetto si chiamerà Fuori Pagina e si propone di diventare un punto di ritrovo per i frequentatori della zona.
Francesco Lombardo era già noto per essere uno dei fondatori dell’azienda di coltivazioni fuori suolo bolognese Aquaponic Design, con sede all’interno delle Serre dei Giardini Margherita. Adesso, però, il giovane imprenditore ha deciso di buttarsi in una nuova attività con l’aiuto di un gruppo di coetanei specializzati in varie discipline. «Manterremo la classica edicola. La nostra idea, però, è quella di dare anche un nuovo ruolo all’informazione, in un contesto come quello bolognese in costante evoluzione» ha spiegato Lombardo, il quale ha rilevato l’attività che Daniele Carella e la sua famiglia hanno gestito dal lontano 1975 fino a un anno fa.
L’ex proprietario Daniele Carella: «Si vede che questi ragazzi hanno buone intenzioni. Questo è un punto d’informazione che ha oltre 150 anni»
«Quando ho incontrato questi ragazzi ho capito subito le loro buone intenzioni – ha commentato Carella – Nonostante siano giovani, riconoscono la storicità di un punto d’informazione che ha oltre 150 anni». Francesco Lombardo e il resto del team, infatti, sembrano avere le idee chiare. «La nostra sfida sarà quella di far diventare questo chiosco un luogo di ritrovo, dove le persone possano sostare non solo per fruire dell’informazione, ma anche attraverso eventi culturali, dibattiti e mostre. Questo per andare in controtendenza rispetto agli algoritmi» prosegue.
