Questo proprio non lo sapevo: è esistita, ed esiste tutt’ora, una razza canina detta “Cane Bolognese”… voi lo sapevate? Col nome di “cane bolognese” si intende un cane molto antico, del primo secolo A.C., simile al Maltese. Secondo altri sarebbe invece una razza di origine francese.

Cane di razza “bolognese” (© Wikipedia)
Comunque, qualunque sia la sua origine, è un animale di circa trenta centimetri, di peso non superiore ai cinque chili, bianco con sfumature giallognole, di pelo lungo, folto, sollevato, lanoso e increspato, con la testa corta.

La duchessa d’Alba, Goya (© Wikipedia)
Il cane bolognese, nell’arte pittorica
Il cane bolognese ebbe molta fortuna nei secoli XVII e XVIII. Di lui parlarono poeti e scrittori e fu tra i preferiti da Madame de Pompadour, famosa amante de Luigi XV. E anche dell’imperatrice Caterina di Russia.

I coniugi Arnolfini, Van Eyck (© Wikipedia)
Furono così famosi da apparire anche in dipinti che fanno parte della storia dell’arte, come i tre che vedete in questo articolo sopra e sotto queste righe.

Federico II Gonzaga, Tiziano (© Wikipedia)
Bologna e il monumento al cane Tago
Abbiamo ricordata in un precedente articolo che a Bologna c’è una Via del Cane, ma forse sono meno i bolognesi e non che sanno che a Bologna esiste anche un monumento a un cane: il cane Tago.

Foto d’epoca della statua di Tago in via Oberdan
È una storia commovente di fedeltà ed amore. Il nobile Dè Buoi partì per un lungo viaggio che lo tenne lontano da casa per molto tempo. Al suo ritorno, appena entrò nel cortile di casa, il suo cane Tago gli balzò incontro pazzo di gioia dimenticando che si trovava al primo piano e che non era un gatto. E morì nella caduta.

Statua del cane Tago (© Wikipedia)
Il suo padrone gli fece fare una statua dal famoso scultore Acquisti e per più di due secoli il monumento a Tago è stato al primo piano dell’abitazione dei Dè Buoi, in via Oberdan 26. In tempi recenti è stata rimossa e oggi è nelle Collezioni Comunali d’Arte al secondo piano di Palazzo d’Accursio.
