Il futuro della Garisenda passa adesso dal sottosuolo. Nel cantiere che da mesi ha trasformato piazza di Porta Ravegnana in uno dei punti più delicati e osservati della città è iniziata una fase considerata decisiva per la messa in sicurezza della torre medievale: quella della posa dei micropali, elementi strutturali destinati a sostenere i tiranti che dovranno stabilizzare il monumento. Durante un sopralluogo all’interno dell’area dei lavori, il sindaco Matteo Lepore ha definito questo momento un passaggio centrale del progetto. L’intervento rappresenta infatti la prima operazione che coinvolge direttamente il terreno attorno alla torre e segna l’ingresso del cantiere nella sua fase più complessa e tecnica.

Le Due Torri di Bologna (fonte immagine: Depositphotos)
Come funzioneranno i nuovi sostegni?
I micropali costituiranno la base sulla quale poggerà il sistema di sostegno della Garisenda. Verranno installati gradualmente: due al giorno fino ad arrivare a un totale di settanta elementi. Un ritmo volutamente lento e controllato, perché ogni nuova installazione dovrà essere accompagnata da verifiche continue sulla risposta del terreno. La tecnica scelta punta a limitare al massimo qualsiasi rischio per la stabilità della struttura. Le perforazioni non avverranno con sistemi a percussione, ma attraverso un procedimento a rotazione, accompagnato dall’iniezione di una speciale miscela cementizia capace di mantenere stabile il terreno durante i lavori. Gli specialisti che seguono il progetto hanno spiegato che ogni fase sarà costantemente monitorata. I primi controlli effettuati non avrebbero evidenziato anomalie, e questo alimenta un pò di fiducia sull’andamento delle operazioni.
Quando potrà tornare a vivere la Garisenda?
L’obiettivo temporale fissato dall’amministrazione resta il 2028. Entro quella data dovrebbe concludersi il percorso di messa in sicurezza della torre e, se gli interventi procederanno secondo i programmi, potrebbe riaprire anche la Torre degli Asinelli ai visitatori. Tuttavia, la conclusione delle opere di consolidamento non coinciderà necessariamente con la fine complessiva del restauro. Smontare recinzioni, strutture provvisorie e mezzi di cantiere richiederà ulteriori tempi tecnici.
