Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Giovanni Allevi racconta la malattia: «Nel dolore ho trovato un nuovo senso della vita»

Il compositore si confessa ai Dialoghi di Pistoia e ripercorre il percorso iniziato dopo la diagnosi di mieloma multiplo, tra meditazione, silenzio e nuova consapevolezza personale.

Giovanni Allevi (©Giovanni Allevi)
Giovanni Allevi (©Giovanni Allevi)

La sofferenza come esperienza trasformativa, la fragilità come spazio autentico dell’esistenza e la musica vissuta senza più il peso delle aspettative. È un Giovanni Allevi profondamente diverso quello che si è raccontato ai Dialoghi di Pistoia, dove il compositore e pianista ha condiviso riflessioni intime sul rapporto con il dolore e con il proprio corpo dopo la diagnosi di mieloma multiplo ricevuta quattro anni fa. Durante l’incontro con l’antropologo Adriano Favole, Allevi ha affrontato il tema dell’“abitare il corpo ferito”, spiegando come la malattia abbia inevitabilmente modificato il suo sguardo sulla vita e sulla creatività. Un percorso personale che oggi si intreccia con una dimensione filosofica sempre più centrale nel suo modo di comunicare.

Giovanni Allevi (©Giovanni Allevi)

Giovanni Allevi (©Giovanni Allevi)

Allevi, il gelo della diagnosi e la scoperta della gratitudine

Il musicista ha raccontato le emozioni vissute nel momento in cui ha scoperto la malattia. «Può sembrare strano ma io non ho subito provato rabbia e frustrazione. La parola che meglio descrive lo stato d’animo appena ricevuta la diagnosi è gelo». Un’immagine potente, che restituisce la sensazione di smarrimento vissuta in quei giorni. Con il passare del tempo, però, quella paralisi emotiva ha lasciato spazio a un sentimento inatteso. «Poi negli anni a seguire, il gelo lentamente ha lasciato il passo a una immensa gratitudine, per le piccole cose, per essere ancora, semplicemente, vivo».

La fragilità come verità dell’esistenza

Allevi ha spiegato come oggi senta la responsabilità di rappresentare qualcosa che va oltre la musica. «Vorrei cercare e cogliere un senso nel dolore, impegnare tutte le mie energie mentali e poetiche per dimostrare che in un mondo finto e ipercompetitivo, la fragilità rappresenta la nostra sfera più autentica». Il compositore ha sottolineato come la sofferenza possa diventare una guida inattesa. «La malattia e il dolore possono trasformarsi in un Maestro che ti indica la strada per un possibile e profondo cambiamento esistenziale».

Un nuovo rapporto con la musica e il futuro

La diagnosi ha cambiato anche il modo di vivere la composizione. «Comporre musica senza più l’ansia del riscontro esterno, dopo trent’anni di discografia, streaming e classifiche varie, è entusiasmante». Allevi guarda ora al futuro con una consapevolezza differente, vivendo ogni giornata come un tempo prezioso. «Vivo il mio domani come un presente allargato dove ogni alba è una promessa, ogni tramonto un arrivederci».

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *