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Cronache

Giù il turismo, Federalberghi: «In Italia meno arrivi a causa del conflitto in Medio Oriente»

Arriva l’allarme di Federalberghi sul turismo in Italia: nel Bel Paese sono previsti meno arrivi anche a causa della situazione in Medio Oriente

Il turismo in Italia soffre per il conflitto in Medio Oriente
Fonte immagine: Depositphotos

Come scrive Aldo Fontanarosa su Repubblica, il conflitto in Medio Oriente influisce negativamente anche sul turismo del Bel Paese: Federalberghi, la principale organizzazione del settore che rappresenta 20mila strutture in tutta Italia, dà l’allarme sulla diminuzione del numero di turisti che scelgono il nostro Paese come meta (cinesi, giapponesi e americani soprattutto).

Il conflitto in Medio Oriente rende più complicati i voli internazionali (e il turismo): nel 2024 l’Italia accolse 8 milioni di statunitensi, quest’anno sono attesi molti più visitatori italiano ed europei

«Per arrivare in Europa e in Italia la maggioranza dei voli fa scalo a Doha, Dubai e Abu Dhabi: a causa delle problematiche attuali i mercati orientali non viaggiano bene. Su maggio e giugno siamo già in ritardo rispetto all’anno scorso. Tutti dicono che siamo ancora in tempo per recuperare, però il novantesimo minuto della partita si sta avvicinando» spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca.

Una notizia decisamente negativa per il settore turistico italiano, da sempre abituato ad accogliere grandi flussi di visitatori interessati alle nostre città d’arte, al nostro mare e alla cucina famosa in tutto il mondo. Soltanto nel 2024, ad esempio, i turisti statunitensi sono stati 8,1 milioni, per un ricavo complessivo di 6,4 miliardi di euro.

In vista dell’estate 2026, invece, ci si aspettano numeri inferiori anche a causa del razionamento energetico e del caro carburante dovuti alle mancate forniture che arrivano dal Medio Oriente. Vista la paura che il proprio volo venga cancellato all’ultimo, molti stanno dunque optando per un turismo più lento attraverso lo Stivale, evitando gli aeroporti.

Nonostante la carenza di turisti americani e orientali, i numeri sono comunque incoraggianti. Le mancanze, infatti, saranno compensate dalla maggiore affluenza di visitatori europei (provenienti in particolare dai Paesi del nord e del centro). Gli stessi italiani sono più propensi a rimanere entro i confini nazionali, decidendo di passare le proprie vacanze nelle nostre bellissime località turistiche.

E tu cosa ne pensi?

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