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Cronache

Feste di laurea tra norme e sostenibilità: le nuove regole che cambiano le feste universitarie

Norme e divieti alle feste di laurea (Radiabo)
Norme e divieti alle feste di laurea (Radiabo)

Le feste di laurea, tra viali universitari e strade cittadine, finiscono sempre più sotto regole e norme precise. Niente fumogeni, niente fuochi d’artificio, e guai a pensare a farina, uova o schiuma: non se ne parla nemmeno. Da Venezia a Bari nascono veri e propri decaloghi per tenere sotto controllo i festeggiamenti.

Creare un equilibrio tra tradizione e ordine pubblico

E così via libera alla corona d’alloro e anche a baci, abbracci e qualche “hip hip hurrà”, purché senza esagerare. Stop netto a coriandoli e buffet con panini e prosecco improvvisati davanti alle università . Striscioni, cori da stadio e declamazioni del papiro? Sempre più spesso restano fuori scena. Il risultato è quello di creare un equilibrio tra tradizione e ordine pubblico, dove anche la gioia della laurea deve imparare a stare entro i limiti delle norme.

L’ Università Ca’ Foscari Venezia ha stilato delle norme 

Le regole sono cambiate. A Venezia, ad esempio, la tradizione vuole che i neolaureati triennali si ritrovino tutti in piazza San Marco. Una festa collettiva che però, dopo anni di polemiche, è finita sotto stretta osservazione. Gli slogan parlano chiaro: “Festeggia con stile”, “Brinda con misura”, “Lascia stare i piccioni”. Il messaggio è uno solo: sì alla festa, ma con rispetto. «Qui si entra in punta di piedi», ha ricordato il presidente Gianluca Bisol.

Così Università Ca’ Foscari Venezia ha messo nero su bianco i divieti: niente bombolette spray, trombette da stadio, fumogeni, bottiglie di vetro, coriandoli e perfino panini improvvisati. Anche l’associazione dei commercianti della piazza ha stilato un proprio decalogo per proteggere caffè, ristoranti, boutique, monumenti e perfino la quiete dei piccioni.

Anche a Bari si lavora ad un regolamento plastic free

La linea è la stessa anche a Bari, università e Comune lavorano a un regolamento plastic free per contenere l’impatto ambientale delle celebrazioni. In piazza Battisti si è arrivati persino a schierare agenti in borghese per multare chi lanciava coriandoli. «Non vogliamo vietare i festeggiamenti», ha chiarito il rettore Roberto Bellotti, «ma renderli più rispettosi dell’ambiente, della sicurezza e della dignità dell’istituzione».

A Padova si cercano soluzioni a impatto zero

A Padova, invece, si punta sulla persuasione: la campagna “Festeggia la laurea, rispetta la città” mette al bando uova, farina e stelle filanti, soprattutto di plastica. L’alternativa? Soluzioni a impatto zero, come coriandoli biodegradabili o piccoli accorgimenti per non sporcare.

Uno svolta green

 La svolta green è evidente anche in altri istituti. All’Università degli Studi dell’Insubria stop a cori, canzoni e qualsiasi materiale pirotecnico o incendiario. All’Università Politecnica delle Marche vietate anche le trombette. A Verona si invita a smaltire i rifiuti, usare materiali riciclabili e raggiungere la sede con mezzi sostenibili. A Torino, il Politecnico di Torino distribuisce bolle di sapone in bioplastica al posto dei coriandoli e incoraggia feste semplici.

Festeggiare sì, ma con giudizio. Perché la laurea resta un traguardo da celebrare, senza trasformare le città in discariche piene i rifiuti da smaltire.

(Fonte: Repubblica, Viola Giannoli)

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