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Bologna, prosegue il restauro della Basilica di San Domenico

Continua il restauro della Basilica di San Domenico: i lavori, finanziati con i fondi del Pnrr, dureranno fino a fine estate

Bologna, comincia il restauro della Basilica di San Domenico
Basilica di San Domenico, Bologna (fonte immagine: Depositphotos)

Continuano i lavori di restauro della Basilica di San Domenico, considerata una delle chiese più ricche di storia dell’arte di Bologna. Come scritto dal quotidiano Repubblica, i lavori proseguiranno fino alla fine dell’estate, quando il bellissimo santuario situato nell’omonima piazza tornerà al suo originario splendore.

Bologna, il restauro della Basilica di San Domenico finanziato dal Pnrr. Il direttore dei lavori: «Non si notava ma l’edificio aveva bisogno di vari interventi»

I lavori, dunque, sono ancora in corso per uno degli edifici religiosi più amati del capoluogo emiliano, noto per ospitare le reliquie di San Domenico e impreziosito ulteriormente da numerose sculture e opere di Nicola Pisano, Michelangelo, Alfonso Lombardi, Niccolò dell’Arca e Jean-Baptiste Boudard. Il santuario è interessato da un restauro importante: per il cantiere, infatti, sono stati stanziati 2 milioni e 390mila euro provenienti dal Pnrr.

«Siamo partiti lo scorso giugno con i rilievi diagnostici per capire l’effettivo stato di salute dell’edificio e a settembre sono iniziati i lavori. La parte più consistente dell’intervento riguarda i coperti, che in alcuni casi erano molto ammalorati e causavano infiltrazioni» ha spiegato Francesco Germiniani, direttore tecnico dei lavori affidati all’impresa Leonardo.

La Basilica di San Domenico, infatti, è molto antica. La sua storia inizia nel 1200, quando i Frati Domenicani cominciarono la costruzione di un edificio che conservasse le spoglie mortali di San Domenico, fondatore dell’Ordine dei frati predicatori. Nel corso dei secoli, specialmente nel Cinquecento e durante il periodo Barocco, furono apportate modifiche e ammodernamenti. «Ci sono travi di legno che risalgono anche al Seicento e al Settecento e che abbiamo potuto mantenere. In certe porzioni, però, abbiamo preferito aggiungere nuove strutture che assicurano maggiore sostegno» prosegue Germiniani.

«Non c’erano grosse criticità ma la Basilica aveva veramente bisogno di interventi, anche perché non abbiamo documentazione di restauri recenti. Dal basso non si notavano ma alcune decorazioni marmoree delle pareti esterne presentavano sollevamenti e distacchi di piccole parti. Nella navata centrale erano presenti infiltrazioni di umidità, i pavimenti a veneziana andavano sistemati, gli intonaci consolidati» conclude.

 

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