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Il miracolo del Baraccano a Bologna, tra fatti storici e leggenda

La Madonna del Baraccano e il suo miracolo. Anzi, i suoi due miracoli, visto che a quello più famoso che coinvolse Annibale II Bentivoglio, era preceduto quello in epoca di Giovanni I Bentivoglio

Piazza e Chiesa del Baraccano
Piazza e Chiesa del Baraccano (© Wikipedia)

Anche Bologna, come un po’ tutte le città che si rispettino, hanno le loro leggende metropolitane e anche i loro miracoli, uno di quelli avvenuti sotto le due torri è quello relativo alla Chiesa del Baraccano, detto appunto il miracolo del Baraccano. Partiamo dall’inizio per avere il contesto in cui avvenne il miracolo.

Il ritorno dei Bentivoglio l’assedio di Bologna

Cacciati dalla città da Giulio II nel 1506, i Bentivoglio cercarono di rientrarvi e di riprendervi la loro posizione dominante. Ci riuscirono nel 1511 con l’aiuto del Re di Francia Luigi XII, e Annibale II Bentivoglio fu il nuovo signore di Bologna.

Ma già nell’inverno 1511/12 l’esercito dei nemici dei francesi (in maggior parte spagnoli) porse l’assedio alla nostra città. La stagione era quanto mai inadatta per un assedio che infatti non dava risultati, anche per la pochezza della artiglieria spagnola che, nonostante sparasse da posti favorevoli come la chiostra della prime colline (San Michele in Bosco e limitrofi per intenderci), non provocava danni significativi alle mura cittadine. L’assedio non fece cadere la città.

Gli spagnoli se ne andarono inseguiti dai francesi di Gastone di Foix e lo scontro avvenne a Ravenna. Un successivo riavvicinamento fra ex nemici ebbe come conseguenza che Annibale II restò solo e dovette abbandonare definitivamente la città.

Portico del Baraccano (Comune di Bologna)

Portico del Baraccano (© Comune di Bologna)

Il miracolo del Baraccano

Detto del quadro generale, entriamo nel particolare perché all’interno di questi accadimenti vi fu l’episodio “leggendario”, il miracolo del Baraccano.

Durante l’assedio già citato, gli spagnoli posero una mina sotto le mura della città assediata, al Baraccano, e la fecero brillare. La tradizione dice che, con enorme rumore e polverone, saltò in aria un tratto di mura, ma che miracolosamente ricadde intatto al suo posto.

Questo però bastò agli assedianti per vedere quanti fossero i bolognesi alla difesa e ad indurli a togliere letteralmente le tende. Tutto questo è chiaramente incredibile: che dicono gli storici “seri”, dato che i miracoli di solito non entrano nelle narrazioni storiche come fatti attendibili?

Mura del Baraccano coinvolte dall'esplosione

Mura del Baraccano coinvolte dall’esplosione

Il miracolo entra nei “fatti” storici

Proprio qui viene il bello: Francesco Guicciardini, non un cronista qualsiasi, Guicciardini scrive:

“Attribuiscono quello caso i Bolognesi a miracolo ritenendo impossibile che senza l’aiuto divino fosse potuto ricongiungersi così appunto nei medesimi fondamenti, onde fu poi ampliata quella medesima Cappella e frequentata con piccola devozione dal popolo”

Ancora più incredibile del miracolo, c’è lo storico accetta fra i “fatti” un miracolo. Guicciardini fu vice-legato del Cardinale Cybo e Governatore della città dal 1531 al 1534. Quindi fu in città venti anni dopo i fatti, ma evidentemente la cosa era già narrata nei termini leggendari e non poté non accettarla per veritiera.

Ma alla intercessione di chi venne attribuito il miracolo? Ad una immagine della Madonna dipinta da Lippo Dalmasio su un torrione di rinforzo delle mura (barbacane, da cui il termine “baraccano”).

Cartolina della Chiesa della Madonna del Baraccano del 1929 (Fondazione Carisbo)

Cartolina della Chiesa della Madonna del Baraccano del 1929 (© Fondazione Carisbo)

Cosa c’è dietro al miracolo del Baraccano?

Ma cosa accadde allora? Ci soccorre un documento ritrovato dallo storico Stella: la cronaca di un religioso spagnolo al seguito delle truppe che assediavano Bologna.

La mina c’è stata: era una pratica collaudata anche da prima che esistessero gli esplosivi. Si scavava una galleria sotto le mura, la si riempiva di materiale infiammabile come legna e pece e poi si dava fuoco al tutto. Così facendo bruciavano anche i puntelli della galleria e il peso delle mura unito al calore che indeboliva le parti cementate, facevano crollare la volta della galleria e le mura stesse.

Anche se non c’era crollo importante, quel tratto di mura diventava certamente più vulnerabile alle catapulte. Questo prima della invenzione degli esplosivi. A Bologna usarono polvere da sparo ma il cunicolo fu fatto male: la forza dirompente dell’esplosione trovò una via di minor resistenza e si sfogò all’esterno provocando un enorme rumore e tanto polverone.

Ma il danno alle mura fu modesto. Infatti, secondo quel prete spagnolo, non subirono che una breccia molto piccola, delle dimensioni di una persona.

Se la mina avesse funzionato non ci sarebbe stato il grande rumore (una esplosione sotterranea provoca un rumore sordo), e non ci sarebbe stato subito il polverone, ma solo dopo l’eventuale caduta delle mura. Ma così non fu: e quando il polverone è tanto, tanti ci vedono, e poi raccontano, quello che gli conviene. Realmente e metaforicamente.

Santa Maria del Baraccano (Francesco del Cossa attr. Lippo Delmasio- Wikipedia)

Santa Maria del Baraccano (Francesco del Cossa attr. Lippo Dalmasio – © Wikipedia)

La Madonna del Baraccano e l’altro miracolo

Per altro, la Madonna del Baraccano di miracoli ne aveva fatto già un altro, meno eclatante ma egualmente suggestivo, circa un secolo prima.

Mentre Giovanni I Bentivoglio prendeva misure difensive per contenere i milanesi (che poi lo sconfissero a Casalecchio nel 1402), i suoi armigeri non riuscivano a tenere lontano dal tratto di mura dove era dipinta l’immagine una popolana che sempre andava lì a dire le sue orazioni.

Giovanni ordinò quindi di celare con un muro l’immagine. Ma il muro, appena costruito, crollò. Venne rifatto e crollò nuovamente. Giovanni fu molto colpito da questo avvenimento e si dice che da questo fatto sarebbe nata la particolare devozione e il legame che unì sempre la famiglia Bentivoglio alla Madonna del Baraccano.

E tu cosa ne pensi?

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