Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Santissima Annunziata, fine dello stallo: deciso lo sgombero

Via San Mamolo, scatta l’intervento per liberare l’area da bivacchi e degrado: dopo mesi di lassismo e “no” istituzionali, il Comitato per l’ordine pubblico sblocca lo sgombero del portico.

Senzatetto
Fonte immagine: Depositphotos

Secondo il Resto del Carlino, lo stallo sarebbe terminato: il portico della Santissima Annunziata in via San Mamolo a Bologna, da mesi tramutatosi nell’accampamento di fortuna di diversi senzatetto, si avvia allo sgombero.

Dopo una tediosa querelle istituzionale che ha congelato l’area nel degrado, la questione è approdata sul tavolo del Comitato per l’ordine pubblico. Sarà la Polizia Locale, supportata da Questura e Prefettura, a eseguire l’intervento volto a liberare il complesso.

 

Un gioiello in ostaggio

Luogo simbolo per tutti i bolognesi, il complesso trecentesco della Santissima Annunziata, con il suo portico monumentale, segna da secoli l’ingresso ai colli.

Il gioiello architettonico, oggi paradossalmente ostaggio del degrado, è diviso tra la gestione dei Frati Minori e la proprietà del Demanio. L’ex convento è destinato a diventare la sede regionale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ma il cantiere di restauro è stato e resta immobile in attesa della liberazione dell’area che, almeno sulla carta, dovrebbe essere imminente.

 

La guerra degli esposti

Dopo un lungo periodo di stallo amministrativo da parte della giunta Lepore, diversi rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche sono intervenuti per accelerare una risoluzione del caso.

A rompere il silenzio, depositando un esposto formale, è stata Fratelli d’Italia. Il coordinatore cittadino Francesco Sassone e la capogruppo in quartiere Dalila Ansalone hanno fotografato così la situazione:

 

Una problematica diventata presto di natura sociale, in quanto l’emergenza abitativa per persone molto fragili dovrebbe trovare risposte concrete e dignitose che non portino i bisognosi a scegliere di dormire sotto a un portico ritenendo i dormitori del Comune poco sicuri. […] Sono nati rischi igienico sanitari dovuti alla presenza di escrementi e conseguenti colonie di piccioni e presenza di roditori. Oltre alle tante segnalazioni dei residenti che raccontano il degrado e insicurezza della zona, con casi di schiamazzi e risse che comportano disagi considerevoli alle tante famiglie che vorrebbero vivere la chiesa e gli spazi limitrofi ma che scelgono di allontanarsi”.

 

Sulla scia della protesta si è inserita prontamente la Lega con l’esposto di Matteo Di Benedetto. Il capogruppo ha segnalato, oltre ai giacigli di fortuna, anche la presunta attività di spacciatori nell’area, affidando a una nota il suo duro attacco:


Voglio che il mio esposto abbia effetti concreti a tutela del territorio, visto che le altre azioni a livello amministrativo non hanno funzionato perché l’amministrazione Lepore ha deciso di non intervenire. Chiedo che il tema venga portato con urgenza sul tavolo per la sicurezza: serve lo sgombero e il ripristino della legalità. Chi delinque va assicurato alla giustizia, chi ha bisogno va affidato ai servizi sociali“.

 

Il rimpallo istituzionale e la svolta

Tuttavia, l’attivismo delle opposizioni, in netto contrasto con il lassismo contestato a Lepore, non è passato inosservato tra le fila della maggioranza. È Coalizione Civica a sollevare il dubbio che dietro la pioggia di esposti si celi unicamente un fine propagandistico, ammonendo circa il pericolo che le soluzioni necessarie debbano essere più profonde dello sgombero in sé:

 

Esprimiamo grave preoccupazione per lo scaricabarile e lo sciacallaggio che è in corso sul portico. Ognuno deve fare la propria parte. La gara tra FdI e Lega a chi fa più esposti su questa situazione farebbe ridere, se la situazione non fosse invece molto seria e il rischio di una tragedia irreparabile non fosse dietro l’angolo. Come lo stesso don Carlo ha detto, lo sgombero di per sé non è una soluzione“.

 

Il sindaco Matteo Lepore, sollecitato, ha provato a sua volta a incalzare la soprintendente Francesca Tomba affinché si liberasse il portico, a suo dire di competenza di quell’ufficio. Avrebbe però incassato un secco «no», in quanto per la Soprintendenza la questione non riguarda le Belle Arti ma l’ordine pubblico; un rimpallo che il primo cittadino ha poi cercato di derubricare, tentando di mettere a tacere le divampanti voci di uno scontro istituzionale.

Nonostante ciò, sul tema interviene Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura:

L’ordine pubblico e le condizioni igienico-sanitarie in cui versa la città sono competenza del sindaco: è assurdo che Lepore non lo riconosca. Ora ci aspettiamo che il Comune faccia la propria parte e, attraverso i servizi sociali, trovi una collocazione alle persone che hanno realmente necessità. E che metta in campo lo sgombero senza ulteriori rimpalli di responsabilità, per far sì che all’Annunziata parta poi l’intervento di riqualificazione”.

 

Ora, però, la situazione è arrivata a una svolta. Con l’intervento del Comitato per l’ordine pubblico, la questione è stata affidata direttamente alle autorità di pubblica sicurezza. Saranno le forze dell’ordine a segnare il primo passo per riportare la zona all’auspicata normalità, anche se il problema maggiore rimarrà quasi per certo irrisolto.

 

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *