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Cronache

Emilia-Romagna: è già in vigore l’ordinanza anti-caldo per alcuni settori lavorativi

Sarà in vigore da inizio giugno al 15 settembre 2026 l’ordinanza anti-caldo dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di fare interrompere il lavoro nelle ore più calde a meno che non vi siano determinate situazioni per la sicurezza dei lavoratori impegnati, tra cantieri, agricoltura, rider e logistica.

Rider in consegna - (© Gabo Orozco - Pexels)
Rider in consegna - (© Gabo Orozco - Pexels)

La Regione Emilia-Romagna ha varato con un mese di anticipo rispetto all’anno scorso, visti i picchi di calore già arrivati, l’ordinanza anti-caldo per proteggere la salute dei lavoratori esposti a temperature estreme. Il provvedimento, in vigore da inizio giugno fino al 15 settembre, risponde alla necessità di adattarsi a condizioni climatiche sempre più insostenibili.

Ordinanza anti-caldo: stop al lavoro nelle ore più calde

Nei giorni in cui il livello di rischio viene classificato come “alto”, cioè le classiche giornate da “bollino rosso” sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00. I settori interessati sono:

  • Agricoltura e florovivaistica
  • Cantieri edili e affini all’aperto
  • Piazzali della logistica
  • Cave (settore incluso in questa ordinanza e non presente in quella del 2025)
  • Consegne per Rider che le effettuano con mezzi a pedalata (anche assistita)

La svolta per i Rider

Per la prima volta la tutela viene estesa esplicitamente ai rider che effettuano consegne con mezzi a pedalata (anche assistita): quando la colonnina di mercurio supera i 35 gradi, i rider potranno rifiutarsi di effettuare le consegne in assenza di un mezzo adeguato.

La Regione ha anche chiesto alle piattaforme di delivery di integrare il “rischio calore” nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e delle distanze massime.

Flessibilità e monitoraggio

Per i cantieri edili, è prevista la possibilità di anticipare o posticipare l’orario di lavoro di un’ora, permettendo attività rumorose in deroga ai regolamenti comunali per evitare i picchi di calore. Il punto di riferimento tecnico per determinare lo stop alle attività è il progetto Worklimate (Inail-Cnr), che pubblica mappe nazionali di previsione del rischio calore.

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