Nell’epoca dello streaming, degli smartphone e delle piattaforme digitali, il calcio continua a conservare una dimensione profondamente collettiva. E quando arriva un grande evento come il Mondiale, il richiamo del pub resta fortissimo. A Bologna, tra pinte di birra e maxi schermi, locali e birrerie si stanno trasformando in piccoli stadi internazionali, dove lingue, bandiere e cori si mescolano in un’atmosfera unica. Il fascino della visione condivisa resiste al tempo, e la città emiliana lo sta dimostrando ancora una volta. Le partite del Mondiale negli Stati Uniti stanno attirando tifosi da ogni parte del mondo, riportando al centro il rito della visione comunitaria.
Tifosi da Mondiale
Uno dei punti di riferimento è il Mana Brew, che in occasione di Argentina-Capo Verde, in programma nella notte tra venerdì e sabato, ospiterà anche un evento italo-argentino al Mana Garden, con l’obiettivo di valorizzare il Giardino Franzoni a Porta San Felice. Anche la zona universitaria vive intensamente il torneo. In via Zamboni, locali come lo Spiller, l’Empire Pub e il Cluricaune Irish Pub stanno registrando un’affluenza crescente. Proprio il Cluricaune è diventato un piccolo crocevia internazionale.
Messi, vichinghi e tifosi da tutto il mondo
“Succede ogni volta che ci sono i Mondiali”, racconta un gestore. Quest’anno però la presenza di tifosi stranieri sembra ancora più marcata. Tra i tavoli si incontrano messicani con sombrero e maracas, inglesi, giapponesi, paraguaiani e sostenitori delle nazionali africane. Non sono mancati neppure i tifosi norvegesi, protagonisti della suggestiva “viking row”. Le partite notturne, però, pongono sfide organizzative legate agli orari di chiusura imposti dalle ordinanze comunali. Alcuni match sono stati trasmessi solo parzialmente, ma l’entusiasmo non è mai mancato.
