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Cronache

Spesa sfusa: la rivoluzione anti-imballaggi

(@Cimas Ristorazione)
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Ogni giorno, tra scaffali del supermercato e acquisti online, ci portiamo a casa montagne di imballaggi: plastica, cartone, alluminio avvolgono ormai di tutto, dalla frutta ai cosmetici. Secondo i dati Conai, il packaging pesa per circa il 30% dei rifiuti domestici prodotti in Italia. Un dato che racconta quanto gli involucri siano diventati parte integrante dei consumi quotidiani.

L’Italia è al primo posto nel recupero del packaging

Eppure il nostro Paese detiene anche un primato europeo: con il 76,70% di riciclo degli imballaggi, l’Italia è al primo posto nel recupero del packaging. Ma la vera sfida ambientale va oltre la raccolta differenziata. Perché, se riciclare è fondamentale, il modo più efficace per ridurre i rifiuti resta uno solo: evitare di produrli.

Ridurre gli imballaggi e valorizzare i piccoli produttori. Questa è la filosofia che accomuna le botteghe dello sfuso sempre più diffuse in città. In molti casi sugli scaffali trovano spazio prodotti biologici, filiere corte e sistemi di riuso pensati per limitare la produzione di rifiuti.

Negozio Leggero

Tra le realtà più note c’è Negozio Leggero, che si definisce prima di tutto un progetto di ricerca ambientale sulla riduzione dei rifiuti alla fonte. Qui gran parte dei prodotti, dalla pasta ai legumi, dai detergenti ai cosmetici, viene venduta senza imballaggi. «Alcuni articoli devono restare confezionati, come le marmellate», spiega il responsabile Luca Di Bisceglie, «ma utilizziamo il sistema del vuoto a rendere: i barattoli vengono restituiti, sterilizzati e riutilizzati per anni». Anche per il latte la soluzione è alternativa: bevande vegetali in polvere, da acquistare sfuse e sciogliere in acqua secondo le quantità desiderate. Sugli scaffali compaiono inoltre specialità difficili da trovare nella grande distribuzione, come fagioli del diavolo umbri, cous cous di ceci e lenticchie e grano saraceno italiano.

effecorta punta sulla filiera corta

Punta invece sulla filiera corta effecorta, nel quartiere Affori. «Conosciamo personalmente tutti i produttori con cui collaboriamo», racconta Renato Plati, tra i soci fondatori. Pane da Legnano, miele comasco, riso proveniente da Gaggiano: la selezione privilegia aziende biologiche e del territorio. Anche qui la proposta include prodotti meno comuni, come cicerchie, roveja e piattella toscana. Per incentivare gli acquisti alla spina, soprattutto dei detergenti, il negozio applica uno sconto a chi porta il proprio contenitore riutilizzabile. «Può sembrare poco, ma funziona: abbiamo ridotto gli imballaggi e aumentato gli acquisti sfusi».

Sfuseria The Quality Food, la bottega che collabora con piccole aziende agricole

Infine c’è Sfuseria The Quality Food, aperta da Rosario Cucinotta e Maria Poma nella zona Bullona. La bottega collabora con una rete di piccole aziende agricole, molte delle quali biologiche. Tra biscotti vegani, yogurt, granole senza zucchero e latticini lombardi, la selezione punta sulla qualità e sull’assaggio diretto dei prodotti. Di recente è arrivato anche il pane a lievitazione naturale preparato con cereali biologici macinati a pietra, disponibile solo su ordinazione «per evitare sprechi».

(Fonte: Corriere, Laura Capasso)
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